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Elezioni amministrative, in che modo possono partecipare i soci AVIS

Saranno diversi i Comuni italiani interessati dalle consultazioni in programma domenica 14 e lunedì 15 maggio, con eventuale turno di ballottaggio previsto per domenica 28 e lunedì 29 maggio. Ecco qualche raccomandazione utile in linea con il nostro Statuto associativo

 

Un vero e proprio vademecum per far sì che il dovere civico di ciascuno, rappresentato dall’impegno politico, non vada in contrasto con l’altrettanto prezioso impegno svolto in ambito associativo.

 

È ciò che AVIS Nazionale ha stilato rivolgendosi ai propri soci in vista delle elezioni amministrative che chiameranno alle urne i cittadini di diversi comuni italiani nelle giornate di domenica 14 e lunedì 15 maggio (con eventuale turno di ballottaggio previsto per domenica 28 e lunedì 29 maggio).

 

Una nota ufficiale con cui l’associazione ha voluto riproporre alcune raccomandazioni per regolare in modo corretto e rispettoso la pur legittima partecipazione dei soci al confronto elettorale, salvaguardando però l’immagine associativa e l’intera componente sociale.

 

Per capire quale sia il giusto comportamento che l’Associazione e i suoi soci devono tenere durante questi eventi ci viene in aiuto lo Statuto di AVIS, che è chiaro fin dall’articolo 2 nel riaffermare la natura apartitica dell’Associazione e la non discriminazione dei soci per ideologia politica. Ciò significa che l’Associazione, in quanto persona giuridica, non può e non deve fare campagna elettorale – in modo diretto o indiretto – per qualsiasi partito o candidato. Questi comportamenti sono riaffermati anche dal Codice etico dell’Associazione approvato nel 2018, specialmente in relazione a possibili situazioni di conflitto d’interesse.

 

Diverso è il caso di rappresentare e portare le proprie istanze agli interlocutori politici e istituzionali. Possono, quindi, essere organizzati dalle sedi degli incontri aperti a tutte le forze politiche e ai candidati su temi relativi al mondo trasfusionale, sanitario, sociale o del volontariato, affinché tali temi possano essere messi al centro dell’agenda della politica o dell’amministrazione locale.

 

In merito alla candidatura, a livello amministrativo territoriale, di soci dirigenti AVIS o di soci donatori, è opportuno che l’aspetto associativo e quello partitico/elettorale siano tenuti assolutamente distinti e distanti. A nessun socio, dirigente o volontario, può essere impedito il diritto costituzionale di associarsi e svolgere attività politica/partitica (vedi articoli 2 e 49 della Carta costituzionale). Ciò non implica in alcuno modo un coinvolgimento diretto dell’Associazione.

 

È quindi scorretto inserire il logo o un riferimento esplicito all’Associazione nel materiale elettorale del partito o del singolo candidato, nelle fotografie o nei manifesti, nei comizi elettorali. Un simile comportamento – ossia di non commistione tra l’essere donatori di sangue AVIS e candidati – dovrebbe essere garantito e rispettato, in particolare, sui profili social dei candidati. Appare inoltre consigliabile, nel caso di candidature per le elezioni, l’autosospensione dall’incarico di dirigente associativo fino alla conclusione della campagna elettorale.

 

Si ricorda, inoltre, che comunque ogni socio/dirigente è tenuto a evitare, sempre e in ogni ambito, qualsivoglia conflitto di interessi, anche solo potenziale, con l’appartenenza all’Associazione, a maggior ragione quindi in un ambito “sensibile” come quello politico.

 

L’impegno politico, infatti, è e rimane un dovere civico che richiede competenza e dedizione, così come l’impegno associativo e sociale. Sono ruoli distinti, ma complementari! Contribuiamo a mantenerli tali nella consapevolezza di agire con senso massimo di etica e responsabilità, per il bene delle nostre comunità.

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