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Emilia Romagna, ruolo centrale di Avis Regionale per il Piano sangue

Il documento è stato approvato dalla Giunta e presentato in Commissione sanità. Nei giorni scorsi il presidente Maurizio Pirazzoli è stato convocato in audizione come interlocutore di riferimento in vista dell’ok definitivo da parte dell’Assemblea legislativa

 

Oltre 145mila donatori di sangue nel 2023. Succede in Emilia Romagna, dove sono sempre di più le persone che decidono di intraprendere questa scelta solidale. Ben 5.321 in più rispetto all’anno precedente, numeri che hanno permesso alla regione non solo di confermare la propria autosufficienza, ma anche di continuare a garantire le scorte in compensazione ai territori più in difficoltà. Nei primi cinque mesi del 2024, infatti, sono state 1.860 le unità di sangue inviate ad altre regioni.

Sono alcuni dei dati che sono stati presentati in Regione nei giorni scorsi e che hanno contribuito a rafforzare il legame tra le istituzioni locali e Avis Regionale Emilia Romagna, anche in vista del Piano regionale sangue, approvato in Giunta e presentato in Commissione sanità: ora la parola passa all’Assemblea legislativa per l’adozione finale. Il Piano riconosce il ruolo fondamentale di Avis Regionale, così come delle altre associazioni e federazioni dei donatori nel sistema trasfusionale, come partner nella coprogettazione, nella programmazione e nella definizione di politiche per il bene comune. Motivo per cui proprio il presidente di Avis Regionale Emilia Romagna, Maurizio Pirazzoli, è stato convocato in audizione come interlocutore di riferimento: «La scrittura condivisa di questo documento e l’audizione in Commissione testimoniano il ruolo forte della nostra associazione e l’attenzione che la Regione ha nei confronti del volontariato del sangue. Si tratta della massima espressione dei percorsi di concertazione e di coprogrammazione che contribuiscono a rafforzare sia il ruolo di AVIS sia l’efficacia delle politiche pubbliche. Ci adopereremo al meglio per la piena attuazione come sempre abbiamo fatto e faremo, perché la salute di tutti è la nostra priorità».

Uno dei punti di forza del Piano, infatti, è l’impegno a mantenere l’autosufficienza di sangue nel territorio, garantendola per tutto l’anno, e contribuire, secondo le convenzioni stipulate, all’autosufficienza nazionale. Altro punto rilevante è l’impegno a raggiungere l’autosufficienza nella raccolta del plasma. Il 2024 è iniziato in maniera positiva anche in questo ambito (23,7 kg ogni mille abitanti), con una stima complessiva per l’anno in corso che prevede di toccare quasi 106mila kg in aferesi, un risultato che rappresenterebbe il miglior dato di sempre per la regione. Attraverso la donazione volontaria, il Sistema sanitario regionale dell’Emilia-Romagna ha risparmiato nel 2022 poco meno di 19 milioni di euro. L’autosufficienza degli emoderivati prevista con questo Piano sangue permetterebbe di destinare importanti risorse ad altre spese sanitarie a vantaggio della collettività. Inoltre, il documento prevede l’applicazione della telemedicina ai percorsi ospedale territorio per implementare programmi di prevenzione dell’anemia sul territorio con i Medici di medicina generale.

«Donare sangue e plasma – ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – è un semplice gesto, fondamentale per salvare vite umane, soprattutto in estate. Anche quest’anno i numeri ci dicono che gli emiliano-romagnoli hanno risposto con convinzione ai nostri appelli, confermando generosità e senso civico. Un risultato che è merito soprattutto dei volontari e delle volontarie di Avis e Fidas, del sistema regionale e del coordinamento dal Centro regionale sangue, a cui va la nostra riconoscenza. Il Piano regionale sangue, da poco approvato e che a breve inizierà il suo percorso in Assemblea, intende proprio irrobustire questa preziosa collaborazione. Ora, però, siamo tutti chiamati a fare ancora meglio e per questo rinnoviamo l’invito a donare».

 

(Nella foto in apertura: il presidente di Avis Regionale Emilia Romagna, Maurizio Pirazzoli, il quarto da destra, al termine dell’audizione alla Commissione sanità della Regione)

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