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Giornata mondiale contro il cancro: come “Colmare il divario di assistenza”

Ogni anno il 4 febbraio ricorre l’appuntamento per sensibilizzare ricerca e prevenzione sui tumori. Il claim che contraddistingue l’edizione 2024 ha come obiettivo quello di abbattere le barriere sociali e culturali che contrastano accesso e diritto alle cure

 

In inglese si scrive “Close the care gap”. In italiano si legge “Colmare il divario di assistenza”. È il claim scelto per la Giornata mondiale contro il cancro che, come ogni anno, ricorre il 4 febbraio. Per questo 2024 l’attenzione è rivolta alle barriere sociali e culturali che, molto spesso, si pongono di fronte a chi deve rivolgersi alle cure oncologiche.

Ci troviamo in un’epoca in cui i progressi compiuti dalla ricerca scientifica per la prevenzione di queste forme sono sotto gli occhi di tutti. Parliamo di passi in avanti straordinari anche nella diagnosi e nel trattamento delle varie tipologie di tumore. Tuttavia, reddito, istruzione, posizione geografica e discriminazione, sia essa basata su etnia, sesso, età, disabilità o stili di vita, rappresentano ancora fattori che possono influire in maniera negativa sulla libertà di accesso alle cure per i pazienti che ne hanno necessità. Proprio per questo motivo, l’UICC (l’Unione per il controllo internazionale del cancro) ha deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione triennale per creare ancora più impatto sull’opinione pubblica e sensibilizzare le autorità politiche e sanitarie mondiali sul dare priorità al tema del cancro, sviluppando strategie innovative per affrontare le disuguaglianze e investendo risorse per ottenere un mondo giusto e libero dal cancro. Più semplicemente, per garantire a tutti l’accesso a servizi sanitari di qualità.

 

 

In un’ottica di prevenzione, un ruolo prezioso lo ricoprono le abitudini corrette. Ne è una dimostrazione lo studio coordinato dall’Università Statale di Milano e da quella di Bologna, e sostenuto da Fondazione AIRC, che proprio in questi giorni è stato pubblicato sulla rivista Annals of Oncology. Dal lavoro dei ricercatori è emersa una diminuzione dei tassi di mortalità, ma sono state individuate in obesità e alcol alcune delle cause che, nell’Unione Europea e nel Regno Unito, per il 2024 contribuiranno all’incidenza del tumore al colon-retto tra i giovani nella fascia d’età 25-49. L’aumento del consumo di superalcolici nei Paesi centro e nordeuropei e nel Regno Unito, infatti, unito alla riduzione dell’attività fisica, costituisce ulteriore fattore di rischio. Inoltre, il consumo di alcol è stato associato al tumore al colon-retto a insorgenza precoce, tant’è che nei Paesi in cui è stata riportata una riduzione all’accesso di queste bevande (ad esempio Francia e Italia) i numeri sono risultati più bassi. Rispetto ai più anziani, il cancro al colon-retto diagnosticato nei giovani adulti tende a essere più aggressivo e con tassi di sopravvivenza più bassi.

Ma numeri interessanti riguardano anche il nostro Paese. In base all’edizione 2023 de “I numeri del cancro in Italia”, il report che ogni anno viene realizzato da AIOM (l’Associazione Italiana di Oncologia Medica), sono 395.000 le nuove diagnosi di tumore stimate: 208.000 riguardano gli uomini e 187.000 le donne. Nel post pandemia è stata registrata un’ondata di casi, se si considera che, in tre anni, l’incremento è stato di 18.400 diagnosi (erano 376.600 nel 2020). Il tumore più frequentemente diagnosticato, nel 2023, è il carcinoma della mammella (55.900 casi), seguito da colon-retto (50.500), polmone (44.000), prostata (41.100) e vescica (29.700). Nei prossimi due decenni, il numero assoluto di nuove diagnosi oncologiche aumenterà, in media, dell’1,3% ogni anno negli uomini e dello 0,6% nelle donne. Parallelamente, l’oncologia italiana fa registrare importanti progressi, con migliaia di vite salvate. In 13 anni (2007-2019), sono state evitati 268.471 decessi, anche perché il cancro sta diventando sempre più una malattia curabile e molti pazienti riescono a superarla e a tornare ad una vita “come prima”. Vi sono, però, aree in cui i passi avanti sono ancora limitati, a partire dai tumori causati dal fumo di sigaretta nelle donne e dal cancro del pancreas in entrambi i sessi: in particolare in quest’ultimo caso non si sono registrati miglioramenti né nella diagnosi e né nelle terapie.

Più in generale, occorre più impegno nella prevenzione. Il 24% degli adulti fuma, il 29% è sedentario, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 17% consuma alcol in quantità a rischio per la salute. In più, a livello nazionale si registra un calo del 3% nella copertura degli screening sia mammografico (43%) che colorettale (27%), un dato rilevante soprattutto se rapportato al 2021, quando questa procedura era tornata ai livelli pre-Covid. La diminuzione più marcata è avvenuta al Nord, dove l’adesione alla mammografia è passata dal 63% nel 2021 al 54% nel 2022 e allo screening colorettale, in discesa dal 45% al 38%.

Stabile, invece, il quadro per quel che riguarda i tumori del sangue. Anche per il 2023 il report di AIOM stima in 9.600 le nuove diagnosi di leucemie, di cui 5.300 negli uomini e 4.300 nelle donne. Ad oggi sono 85.000 le persone che vivono nel nostro Paese dopo aver ricevuto una diagnosi: anche in questo caso sono di più quelle di sesso maschile (45.900 contro 39.100).

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