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Giornata mondiale del donatore: i dati in Italia e nel mondo

Nel nostro Paese sono sempre meno i giovani che decidono di iniziare a compiere questo gesto etico di solidarietà. A livello globale, invece, in base ai dati dell’OMS, il 33% dei donatori sono donne e i giovani sono più numerosi nei Paesi a medio e basso reddito

I donatori aumentano, ma il cosiddetto “ricambio generazionale” continua a tardare. Almeno nel nostro Paese. La fotografia, che Ministero della Salute e Centro nazionale sangue scattano in occasione della Giornata mondiale del donatore 2023, descrive un quadro generale in linea con i dati che la stessa AVIS aveva presentato durante l’89ª Assemblea Generale.

Sono state infatti 1.660.227 le persone che nel 2022 hanno deciso di iniziare a compiere questo gesto etico di solidarietà: un numero più alto dell’anno precedente, ma in cui a incidere è il fattore dell’età. I donatori tra i 18 e i 45 anni sono diminuiti del 2%, mentre continuano ad aumentare in maniera esponenziale quelli tra i 56 e i 65 anni. Uno scenario che desta preoccupazione in particolare nell’ottica del raggiungimento dell’autosufficienza di farmaci plasmaderivati.

Ma qual è la situazione all’estero?

In base ai dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), emerge che a livello globale il 33% delle donazioni di sangue è effettuato da donne, anche se la percentuale varia notevolmente. In 15 dei 113 Paesi dichiaranti, infatti, meno del 10% delle donazioni è “rosa”, mentre il profilo di età dei donatori di sangue mostra che, in proporzione, i giovani che donano sono più numerosi nei Paesi a basso e medio reddito rispetto a quelli ad alto reddito.

Nel mondo, fa sapere l’OMS, sono state effettuate 118,5 milioni di donazioni: di queste, il 40% nei Paesi ad alto reddito dove risiede il 16% della popolazione globale. Tuttavia, i dati evidenziano una crescita significativa delle donazioni non retribuite nelle aree a basso e medio reddito.

Sono infatti 119 i Paesi in cui, dal 2008 al 2018, le donazioni di donatori non retribuiti sono aumentate di 10,7 milioni. La crescita principale è stata nel Sudest asiatico (127%), seguito dalle Americhe e dall’Africa (entrambe all’81%). In termini di autosufficienza sono 79 i Paesi che vedono oltre il 90% delle proprie scorte provenire da donazioni volontarie non retribuite (38 quelli ad alto reddito, 33 quelli a medio e 8 a basso): di questi, in 64 riescono a centrare il 100%.

In occasione del 14 giugno, l’OMS ha voluto intitolare la sua campagna “Give blood, give plasma, share life, share often”, per sensibilizzare sulla tematica dell’altruismo e sull’importanza della donazione periodica. Ogni singola donazione, di sangue o di plasma, per molti pazienti cronici rappresenta un vero e proprio salvavita, in particolare per coloro che sono affetti da patologie come l’anemia falciforme, la talassemia, l’emofilia o le immunodeficienze.

Lo slogan, quindi, si rivolge a tutte quelle persone che necessitano di un supporto trasfusionale a vita e sottolinea il ruolo che ogni singolo donatore o donatrice può ricoprire, donando il sangue e il plasma.

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