Cerca
NEWS

Giornata mondiale del donatore: radio, giornali e tv parlano di AVIS

Dalle emittenti nazionali a quelle locali, il presidente Gianpietro Briola è stato ospite di diversi programmi di informazione nei quali ha ribadito la necessità di incrementare le donazioni e, soprattutto, di coinvolgere i giovani

 

Un richiamo all’impegno comune per centrare l’autosufficienza di farmaci plasmaderivati e avvicinare le nuove generazioni alla cultura del dono. È quello che ha lanciato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, in occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue che, come ogni anno, ricorre il 14 giugno.

Per questo appuntamento, il presidente ha portato la voce della nostra associazione in diversi programmi radio e tv, sia di emittenti nazionali che locali, oltre ad aver rilasciato interviste sui principali quotidiani, dal Corriere della Sera a Il Sole 24 Ore, passando per Avvenire e Domani.

Filo conduttore è stato l’obiettivo dell’autosufficienza, con un focus specifico sul ruolo che i giovani possono ricoprire in questa partita così importante. «Sebbene l’Italia sia autosufficiente nella raccolta di globuli rossi per uso ospedaliero – ha detto al Sole 24 Ore – è ancora costretta a importare dall’estero circa il 20% dei medicinali plasmaderivati. Per raggiungere questo obiettivo è più che mai importante incrementare il numero di donatori giovani, soprattutto nella fascia d’età tra i 18 e i 25 anni». Briola ha poi stilato “l’identikit” del giovane donatore, risultato dall’indagine nata dalla sinergia con l’Università di Bologna e che ha portato alla realizzazione del libro “Il dono di sé, dono per gli altri”. Si tratta di dati riferiti a un campione di 3.200 giovani donatori tra i 18 e i 35 anni iscritti ad AVIS e spiegano le motivazioni che li spingono a compiere questo gesto di solidarietà. Tra queste l’esempio della famiglia o di un amico, il passaparola tra pari e il contatto con le associazioni del dono, soprattutto a scuola, e sui nuovi media.

E l’invito a donare in quanto dovere civico è stato ribadito dal presidente anche attraverso TGcom24, ricordando l’importanza strategica delle trasfusioni per la terapia di svariate patologie come la «talassemia, oppure durante gli interventi chirurgici o in presenza di emorragie provocate da gravi incidenti stradali. I farmaci plasmaderivati, invece, sono fondamentali nel trattamento di numerose malattie ed esigenze cliniche come l’emofilia, le malattie epatiche, le ustioni, i trapianti, le immunodeficienze primitive e acquisite, oltre alla prevenzione dell’epatite B, del tetano e molto altro ancora».

Un gesto per salvare vite, insomma, la definizione di donazione che Briola ha fornito durante un’intervista rilasciata a Radio Vaticana per celebrare il 14 giugno: «La donazione non può essere qualcosa di occasionale: serve costanza e continuità. È un atto di solidarietà, che regala gioia a chi lo fa e speranza a chi lo riceve – ha detto – Chi dona il sangue periodicamente ha anche la possibilità di tenere costantemente sotto controllo le proprie condizioni cliniche. Farlo va quindi a proprio vantaggio: è una sicurezza».

Alice Simonetti durante il suo intervento a “Tg3 Fuori Tg”

E proprio quel sentimento di sicurezza, unito alla consapevolezza di compiere un’azione di straordinaria importanza per la collettività di cui si è parte, ha portato a rendere ancora più speciale la Giornata mondiale del donatore che, quest’anno, ha spento 20 candeline. Una ricorrenza che il presidente Briola ha ricordato durante il suo intervento a Tgunomattina Estate, lo spazio informativo del Tg1 e Daytime condotto da Giorgia Cardinaletti con notizie, aggiornamenti e approfondimenti in tempo reale. Sempre sulle reti nazionali, nella mattinata di venerdì 14 giugno è stata la volta anche di Rai News 24: negli studi di Saxa Rubra il presidente ha ricordato i numeri che contraddistinguono il patrimonio di donatori su cui può contare AVIS, ma che necessita di un inevitabile ricambio generazionale per continuare a garantire il fabbisogno di emocomponenti al nostro servizio sanitario. Un concetto che Briola ha ripreso anche nel corso di “Il pomeriggio di Radio1”, il programma radiofonico con Massimo Giraldi, Simona Arrigoni e Claudio De Tommasi, e nei suoi interventi a Sky TG24 (in video da remoto) e RTL News (al telefono).

Ma la nostra associazione in questa ricorrenza è stata rappresentata anche da un altro volto, quello di Alice Simonetti, componente dell’Esecutivo Nazionale AVIS con delega alle politiche internazionali. Durante Tg3 Fuori Tg, Simonetti ha commentato la campagna realizzata su TikTok e rivolta proprio alle nuove generazioni, commentando i dati di quest’anno che hanno visto finalmente tornare a salire il numero dei donatori giovani.

Il settimanale Vanity Fair, invece, per l’occasione ha ricordato la ricerca che avevamo condotto nel biennio 2018-2020 in collaborazione con la Scuola IMT Alti Studi di Lucca e dalla quale erano emerse le origini psicologiche e valoriali che rendevano (e rendono tuttora) i donatori italiani più motivati nel compiere questo gesto gratuito e periodico rispetto a quelli di altri Paesi dove la donazione prevede una remunerazione.

Condividi:

Skip to content