Cerca
NEWS

Giornata nazionale per la donazione di organi e tessuti, i numeri in Italia

In vista dell’appuntamento di domenica 14 aprile, il Centro nazionale trapianti ha presentato l’Indice del Dono 2024, il rapporto che fa il punto sulle dichiarazioni di volontà alla donazione registrate nei comuni del nostro Paese

 

Trento si conferma come città più generosa d’Italia nel fornire il consenso alla donazione degli organi al momento di rinnovare la carta d’identità. Tra le fasce d’età, i più propensi a dire sì alla donazione sono i trentenni sardi. Sono alcuni dei dati che emergono dalla nuova edizione dell’Indice del Dono, il rapporto annuale pubblicato dal Centro nazionale trapianti con cui viene fornito un bilancio proprio sulle dichiarazioni di volontà registrate negli uffici anagrafici degli oltre 7mila comuni italiani.

Il report pubblicato dal Centro nazionale trapianti

Diffuso in vista della Giornata nazionale per la donazione di organi e tessuti che ricade domenica 14 aprile, il documento analizza diversi indicatori tra cui anche la percentuale di astensioni. Detto di Trento, tra le città con oltre 100mila abitanti Verona si piazza al secondo posto (lo scorso anno era quarta), seguita poi da Sassari e Livorno. Calano le quattro città più grandi, con Milano che passa dal 16° al 24° posto, Torino dal 29° al 31° e Roma dal 32° al 33°: Napoli rimane al 39°.

Tra le conferme c’è Corato, in provincia di Bari, primo tra i comuni medio-grandi, quelli cioè con una popolazione tra i 30mila e i 100mila abitanti. La cittadina pugliese precede Nuoro e Gravina di Puglia.

L’abruzzese Guardiagrele, in provincia di Chieti, primeggia sempre tra i comuni medio-piccoli (5mila – 30mila abitanti) davanti a Leverano (Lecce) e Primiero San Martino di Castrozza (Trento), che lo scorso anno erano rispettivamente terzo e secondo.

Fra i piccoli centri, quelli con meno di 5mila abitanti, spicca ancora una volta Geraci Siculo (PA), il piccolo paese delle Madonie che, con un indice di donazione di 95,83/100 e una percentuale di consensi del 100%, ha fatto segnare nuovamente il miglior risultato in assoluto tra tutti i comuni italiani. Basti pensare che su 163 carte d’identità emesse nel 2023, sono state raccolte 146 dichiarazioni di volontà alla donazione, 17 astensioni e nessuna opposizione. Rovescala, in provincia di Pavia, e Cinte Tesino (Trento) completano il podio di questi comuni.

Ma l’edizione 2024 dell’Indice del Dono vuole porre l’attenzione anche sulla propensione alla donazione nelle diverse fasce d’età a livello regionale: la percentuale di consensi più elevata, l’84,7%, è stata riscontrata nei cittadini sardi tra i 31 e i 40 anni, un range anagrafico che anche sulla media nazionale si pone come più generoso rispetto agli altri (73,8%). Tra i 49 e i 50 anni e tra i 51 e i 60 sono invece i trentini i più generosi, mentre sono meno incoraggianti i segnali che arrivano nella fascia 18-30. Forse a causa di una minore informazione, tra i più giovani il consenso medio nazionale è del 68,9%, mentre i contrari sono il 31,1%. In questa categoria anagrafica la percentuale più alta è quella dei “sì” registrati tra i giovani valdostani (81,7%).

Tuttavia, è dopo i 70 anni che la percentuale di chi si oppone alla donazione tende a salire esponenzialmente: i “no” sono il 41,5% tra i 71-80enni e ben il 55% tra gli ultraottantenni, un dato quest’ultimo condizionato, probabilmente, dall’errata convinzione che la donazione degli organi in età avanzata non sia possibile.

Ad oggi complessivamente il SIT (il Sistema informativo trapianti) ospita poco meno di 19 milioni di dichiarazioni registrate: 13,5 milioni di sì e 5,5 milioni di no.

Condividi:

Skip to content