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Gruppi sanguigni rari, come cambiano le regole per la donazione in Inghilterra

Le domande discriminatorie sui comportamenti sessuali verranno rimosse. Un modo per aprire a nuovi donatori, in particolare provenienti dai territori dell’Africa Subsahariana

Non ci saranno più domande discriminatorie in merito ai comportamenti sessuali tra quelle a cui rispondere per diventare donatori di sangue in Inghilterra. Lo ha deciso il Parlamento, in particolare in riferimento all’attività tenuta nell’Africa Subsahariana che fino ad oggi aveva tenuto lontani i potenziali donatori di gruppi sanguigni rari.

Le regole, infatti, prevedono una restrizione di tre mesi per chiunque abbia “un partner che è o possa essere stato sessualmente attivo in parti del mondo in cui l’HIV e l’AIDS sono molto comuni”, con un particolare riferimento alla “maggior parte dei Paesi in Africa”. La domanda, che rientra tra quelle poste prima della donazione come da protocollo di sicurezza, ha rappresentato per molte persone provenienti da queste zone del mondo un’impossibilità concreta del diventare donatori. Soggetti di colore o di etnia mista hanno molta più probabilità di rientrare nel sottogruppo Ro (circa 10 volte in più rispetto a chi è di origine caucasica), un gruppo sanguigno estremamente raro, ma indispensabile in particolare per chi è affetto da anemia falciforme. Sono circa 15mila, nel Regno Unito, i pazienti che combattono con questa malattia rara del sangue e che, proprio nelle trasfusioni, vedono la loro terapia salvavita.

Le analisi per le possibili infezioni trasmesse per via trasfusionale sono innumerevoli, HIV compresa, e si stima che il rischio che una donazione sia positiva al virus sia di una persona su 23 milioni. Come ha spiegato in una nota ufficiale il Dipartimento della Salute del Regno Unito, “le persone nere africane, nere caraibiche e di etnia mista nera hanno maggiori probabilità di avere il raro sottogruppo sanguigno, come Ro, di cui hanno bisogno molti pazienti con anemia falciforme. Questo cambiamento offrirà maggiori opportunità alle persone di donare per il continuo bisogno di gruppi sanguigni più rari”.

Già lo scorso dicembre, nel Regno Unito, si era registrata una svolta importante con la decisione, a partire dal 2021, di far decadere il vincolo dei tre mesi di astensione per soggetti omosessuali e bisessuali con una relazione stabile. Il Dipartimento della Salute aveva accolto le richieste del FAIR, il comitato per l’assistenza e i rischi individuali, di valutare ogni singolo potenziale donatore in base ai propri comportamenti e non per il suo orientamento. Un po’ come avviene in Italia, insomma.

Ora un altro passo in avanti verso una sempre crescente inclusione sociale.

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