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Haiti, dopo il terremoto scatta l’emergenza sangue

Si rincorrono gli appelli alla donazione per permettere agli ospedali di poter curare i feriti e rispondere alla continua richiesta di aiuto

«Ci preoccupiamo di costruire le tettoie in lamiera per consentire alle persone di ripararsi dalla tempesta (perché, come se non bastasse, adesso arriverà anche quella, ndr). Offriamo posti letto a chi viene dal Sud, ma qui in città il pericolo è rappresentato anche dal Covid». Sono le parole, raccolte dal Corriere della Sera, di padre Rick Frechette, sacerdote americano che da oltre trent’anni vive a Port-au-Prince, la capitale di Haiti, dove coordina la Ong Nuestros Pequeños Hermanos con cui gestisce ospedali, orfanotrofi e scuole.

L’isola caraibica, nei giorni scorsi, è stata squartata da un terremoto di magnitudo 7.2 che, fino ad oggi, ha provocato oltre 1.400 morti e quasi 6mila feriti. Ma il conto è tristemente e costantemente in aggiornamento. Dopo l’incubo del 2010, quando un altro sisma colpì quest’area, una nuova tragedia si aggiunge alle difficoltà socio-economiche di un territorio già messo duramente alla prova dagli effetti della pandemia, dalle strutture sanitarie carenti e dai vaccini che, su 11 milioni di abitanti totali, sono stati somministrati solo a un migliaio di persone. In più, come se tutto questo non fosse abbastanza, l’NHC, il centro nazionale Usa degli uragani, ha confermato per le prossime ore l’arrivo della tempesta tropicale Grace. Ma l’emergenza prosegue anche sotto altri aspetti.

Per consentire alle strutture sanitarie rimaste in piedi dopo il sisma e a quelle organizzate per fornire supporto immediato ai feriti, sono necessarie sacche di sangue. Organizzazioni come Medici senza frontiere tra i primi aiuti hanno inviato anche supporti per facilitare le attività trasfusionali e si rincorrono, tra i media locali, gli appelli per convincere le persone ad andare a donare. Come si legge sul sito francese della Ong, “le squadre di soccorso continuano a valutare i bisogni medici e umanitari nelle altre regioni di Haiti colpite dal terremoto e come possiamo supportare al meglio la risposta all’emergenza locale”. La raccolta sangue è stata richiesta dal Ministero della Salute e della Popolazione (MSPP) proprio per aiutare le vittime del sisma. Come riporta il quotidiano Le Nouvelliste, “abbiamo fretta di trovare il sangue. Rivolgiamo un appello urgente a tutti coloro che vogliono unirsi per esortarli ad andare a donare nel centro trasfusionale allestito nella sede di Digicel a Turgeau (un quartiere della capitale Port-au-Prince, ndr)”.

AVIS Nazionale, che sta seguendo con attenzione e apprensione l’evolversi dello scenario, manifesta la sua più completa disponibilità, in quanto organizzazione di volontariato, a fornire tutti i supporti necessari per sopperire alle esigenze trasfusionali del Paese.

Inoltre, AVSICaritas e Specchio dei tempi (la Fondazione solidale del gruppo editoriale Gedi) sono alcune delle organizzazioni che stanno promuovendo raccolte fondi per aiutare la popolazione di Haiti e fornire il proprio sostegno alla ricostruzione dopo il terremoto.

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