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Il disagio giovanile al centro di un convegno di Avis Provinciale Ragusa

Nei giorni scorsi è stato organizzato un momento di confronto e di dibattito tra dirigenti associativi e di istituti scolastici di ogni ordine e grado per approfondire le difficoltà relazionali e altre problematiche che interessano ragazze e ragazzi

 

Un convegno, un’occasione per scambiare esperienze e delineare insieme nuove strategie di intervento a supporto delle esigenze delle nuove generazioni. È ciò che ha rappresentato “Il disagio giovanile oggi tra nuove tecnologie e difficoltà relazionali”, l’appuntamento organizzato nei giorni scorsi da Avis Provinciale Ragusa e rivolto ai dirigenti scolastici del territorio di ogni ordine e grado, ai docenti e referenti associativi, agli assistenti sociali e alla consulta giovani.

Un momento del convegno

Al centro degli interventi l’importanza del cambiamento, da parte del mondo della scuola, nell’avvicinarsi alle nuove tecnologie con un approccio propositivo, cercando di vederle come soluzioni utili per una migliore comprensione delle materie didattiche e dell’attualità. Le nuove generazioni, infatti, sono sempre più coinvolte dai social network, con conseguenti potenziali rischi in termini sia di dipendenza e sia di cambiamenti, anche sotto il profilo neurologico, dell’approccio alle attività giornaliere e scolastiche. A tal proposito, una delle azioni prioritarie da mettere in campo riguarda la conoscenza delle possibili ripercussioni che può generare la pubblicazione online di foto, video o altre informazioni private: si tratta di dati altamente sensibili che, spesso inconsapevolmente, possono generare casi di disagio e bullismo verso i propri coetanei.

Se quindi da un lato le trasformazioni tecnologiche rappresentano un pericolo se non utilizzate in maniera appropriata, allo stesso tempo sono una preziosa opportunità, in particolare per i giovani, per creare interazioni non solo dal punto di vista sociale, ma anche culturale, potendosi scambiare esperienze, curiosità e ampliando così gli spazi della partecipazione attiva.

In tutto questo, da contorno, ci sono gli adulti, che si tratti dei genitori o degli educatori, che devono mostrarsi in grado di proporre alle nuove generazioni modelli al passo con i tempi che non guardino a un nostalgico passato, ma al presente e soprattutto al futuro, ponendo le tecnologie digitali al servizio di un rinnovato umanesimo, di un nuovo paradigma culturale centrato sulla promozione della persona per rafforzare l’esercizio della responsabilità civica e della cittadinanza pro attiva.

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