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Il messaggio di auguri del presidente di AVIS Nazionale

Nel tradizionale video di fine anno, Gianpietro Briola ha ringraziato i donatori per il loro impegno e per la partecipazione a sostegno non solo dei pazienti, ma anche delle popolazioni in fuga dai conflitti mondiali, e chiamato tutti a restare uniti «per vincere le sfide che ci attendono sotto il profilo trasfusionale»

 

Un anno di ripresa in cui, grazie all’impegno di ciascuno, è stato possibile raggiungere risultati importanti sotto l’aspetto sociale e sanitario. Una partecipazione e un dialogo costante con le Istituzioni che ha permesso, ad AVIS, di vedere approvate proposte ed emendamenti fondamentali per rafforzare l’organizzazione delle strutture trasfusionali.

Citando questi e molti altri punti che hanno scandito la tabella di marcia associativa durante il 2022, è iniziato l’ormai tradizionale messaggio di auguri per le Festività da parte del presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola. «Quest’anno ci ha visto come sempre, contribuire attivamente al mantenimento dell’autosufficienza e a garantire terapie salvavita a tanti pazienti acuti e cronici – ha detto Briola nel suo messaggio – Molto di più si può e si deve fare per aumentare le raccolte, soprattutto di plasmaferesi, superando gli ostacoli organizzativi e gestionali che ancora caratterizzano il sistema, in favore della disponibilità dei donatori». Oltre alla collaborazione e al sostegno alla ricerca scientifica insieme a Fondazione Telethon e AIL, il presidente ha poi voluto ricordare due importanti protocolli d’intesasottoscritti quest’anno, insieme alla Federazione italiana rugby e al Comitato italiano scienze motorie, «due momenti significativi che hanno rafforzato ancora di più il legame tra la nostra associazione e il mondo dello sport, ma che hanno soprattutto sottolineato la necessità di un approccio preventivo alle patologie come forma condivisa di comportamenti».

 

 

Se però da un lato ognuno di noi ha potuto tirare un sospiro di sollievo dopo gli anni passati segnati dalla pandemia, l’anno in corso è stato contraddistinto da un’altra imprevedibile e drammatica emergenza internazionale: la guerra scatenata dall’invasione russa in Ucraina. Uno scenario terribile di fronte al quale, come ha voluto ricordare Briola, «la solidarietà e lo spirito di umanità di ciascun donatore hanno portato AVIS a lanciare la raccolta fondi “Donatori per la pace”, con la quale siamo riusciti ad aprire i corridoi umanitariutili a far scappare dal conflitto tante famiglie disperate. Giunte in Italia, molte di queste persone sono riuscite a trovare un tetto sicuro e, in diversi casi, cure salvavita per le malattie da cui erano affette. Stesso discorso per i profughi afghani in fuga dal Paese caduto di nuovo sotto il regime dei talebani. E ad oggi non possiamo che rivolgere il nostro pensiero anche al popolo iraniano, in particolare alle donne che combattono per vedere riconosciuti i loro diritti e la loro dignità di persone».

Da qui il ringraziamento ai donatori: «Questi traguardi straordinari non si sarebbero potuti realizzare senza la sensibilità e la partecipazione di ognuno di voi. Ancora una volta abbiamo dimostrato che AVIS è una grande famiglia e sinonimo di sensibilità e cittadinanza attiva, solidarietà, accoglienza, coesione e partecipazione a ogni dramma sociale. Tutto ciò mi rende orgoglioso di essere il presidente Nazionale di questa meravigliosa associazione, un insieme di animi e di cuori che battono con lo stesso irrinunciabile obiettivo: fare del bene al prossimo, impegnandosi per affermare i valori di giustizia sociale, equità e pari diritti umani».

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