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Il Programma di autosufficienza nazionale 2022 è in Gazzetta Ufficiale

Dopo l'approvazione ottenuta in Conferenza Stato-Regioni, il documento conferma obiettivi e linee strategiche per l'attività trasfusionale dell'anno in corso

Il Programma di autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti per l’anno 2022 approda in Gazzetta Ufficiale.

Il documento (consultabile integralmente a questo link) aveva già ottenuto l’ok, lo scorso maggio, della Conferenza Stato-Regioni: la pubblicazione avvenuta lunedì 4 luglio era lo step definitivo.

Il testo stabilisce i principi generali in materia di attività trasfusionale, gli obiettivi da raggiungere, sia in termini di globuli rossi che di plasma, con la partecipazione delle Regioni attraverso programmazione, monitoraggio e controllo.

Per l’anno in corso è previsto il raggiungimento di quota 2.529.551 unità di globuli rossi raccolte sul territorio nazionale, a fronte di un fabbisogno stimato di 2.436.347 unità, e di 853.000 kg di plasma da impiegare nella produzione di farmaci emoderivati.

Oltre a ricordare che l’autosufficienza nazionale si fonda sul principio etico della volontarietà, periodicità e non remunerabilità della donazione, il Programma indica obiettivi e linee strategiche. Le Regioni italiane possono essere raggruppate:

    • Gruppo I, composto da Calabria, Campania, Lazio e Molise: queste Regioni sono caratterizzate da una raccolta annuale di plasma inferiore a 18kg per 1000 abitanti e da un indice di raccolta di sangue intero inferiore a 40 unità ogni 1000 abitanti.  In questi territori si possono registrare carenze relative, ossia riferite ad alcuni periodi, ma persistenti negli anni e tali da determinare un costante ricorso alla
      compensazione.  Con questo termine si definisce il sistema di cessione di sacche da parte di quelle Regioni cosidette eccedentarie, in cui cioè si raccoglie una quantità di sangue e di emocomponenti superiore al fabbisogno interno.
    • Gruppo II, composto da Abruzzo, Basilicata, Liguria, Lombardia, PA di Bolzano, PA di Trento, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria. In queste Regioni la raccolta di plasma è inferiore a 18kg per 1000 abitanti e l’indice di raccolta di sangue intero è superiore a 40 unità per 1000 abitanti. Si tratta, in sintesi, di aree del Paese autosufficienti o eccedentarie per la produzione di globuli rossi, in grado quindi di dare importanti contributi all’autosufficienza nazionale
    • Gruppo III, del quale fanno parte Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia,
      Marche, Valle d’Aosta e Veneto
      . Qui la raccolta di plasma supera i 18kg ogni 1000 abitanti e l’indice di raccolta di sangue intero è superiore alle 40 unità ogni 1000 abitanti. in questo gruppo la quasi totalità delle regioni contribuisce anche stabilmente alla compensazione interregionale di medicinali plasma derivati, senza mai ricorrere (o solo eccezionalmente) alla compensazione interregionale di globuli rossi.

Linee strategiche

Quali obiettivi vengono fissati dal programma di autosufficienza per questi tre gruppi di Regioni? Vediamoli assieme:

    • Gruppo I: sono chiamate ad aumentare la raccolta di plasma e soprattutto la raccolta di sangue intero, in modo da contribuire alla propria autosufficienza.
    • Gruppo II: sono chiamate ad aumentare la raccolta di plasma e potranno privilegiare la raccolta di plasma da aferesi;
    • Gruppo III: saranno impegnate nel mantenere i livelli attuali di raccolta del plasma per frazionamento.

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