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Il ruolo dei donatori per combattere la leucemia

In occasione del 21 giugno l'intervista al presidente di AIL, Pino Toro: «Se l’aspettativa di vita si è allungata è grazie ai progressi compiuti dalla ricerca che può contare sulla solidarietà di chi dona sangue e plasma»

Un modo per contribuire a diffondere l’importanza della ricerca ed essere ancora più vicini ai pazienti, sia adulti che pediatrici. Oggi, martedì 21 giugno, si celebra come ogni anno la Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma, un appuntamento in occasione del quale AIL ha organizzato una serie di iniziative sul territorio italiano.

PinoIl presidente di AIL, Pino Toro

Un legame stretto quello che c’è tra l’associazione e AVIS Nazionale, sancito due anni fa dalla firma di un protocollo d’intesa: un rapporto indissolubile grazie al quale chi studia per individuare nuove terapie e speranze di cura per i pazienti leucemici può farlo grazie a chi quel sangue lo dona, i donatori appunto: «Da oltre 50 anni svolgiamo un’attività fondamentale per la salute di tante persone e se oggi l’aspettativa di vita si è allungata è proprio grazie ai progressi che la ricerca ha compiuto – spiega Pino Toro, dallo scorso marzo presidente nazionale di AIL – e alla promozione che facciamo sul territorio attraverso iniziative nei reparti di ematologia e borse di studio». L’obiettivo è il solito: sviluppare nuove strategie che consentano di aumentare ulteriormente la percentuale di guarigione. Oggi il 70% di coloro che ricevono una diagnosi di leucemia riesce a guarire e un ruolo decisivo, in un risultato come questo, lo giocano proprio i donatori: «Sapere che per i nostri studi possiamo contare sulle scorte di emocomponenti è strategico. Le nostre associazioni si muovono parallelamente e noi non potremmo fornire risposte adeguate e sempre più efficaci se non avessimo le sacche di sangue e plasma». Anche perché sono in tanti a vivere grazie a tutto questo, dai talassemici agli emofilici, passando per chi soffre di immunodeficienze o ha bisogno di trasfusioni in attesa del trapianto di midollo.

Quello da cui stiamo uscendo è stato un periodo complicato che oltre al settore trasfusionale ha colpito anche altre specialità cliniche: «Il Covid ha sconvolto ogni tipo di attività – ha ricordato il presidente – molti ospedali sono stati convertiti per curare chi aveva contratto il virus, ma grazie all’impegno delle associazioni nessun paziente è rimasto da solo o senza terapia. Giovani e meno giovani sono stati seguiti e curati da volontari e psicologi, sia in presenza che da remoto». E anche qui una nota di merito per AVIS: «È vero che qualche perdita in termini di raccolta si è registrata, ma è altrettanto vero che l’Italia ha retto molto meglio di altri Paese, il che la dice lunga sulla maturità e sul senso civico della nostra società. Qui abbiamo una consapevolezza maggiore dei bisogni non solo dei pazienti, ma anche dell’intero mondo della ricerca, motivo per cui è necessario garantire scorte sufficienti di emocomponenti».

Su cosa aspettarsi dal futuro, Toro è molto chiaro: «Noi possiamo fare e continueremo a fare campagne di promozione e sensibilizzazione, ma le istituzioni devono agire concretamente per una migliore organizzazione dei centri trasfusionali che passi, in primis, dall’incremento del personale sanitario. Investire in questo ambito è indispensabile – conclude – a cominciare dalla formazione di infermieri specializzati. La cultura della donazione va insegnata e tutti dobbiamo fare la nostra parte affinché si diffonda il più possibile: questo gesto non può dipendere solo dalla generosità di un singolo».

In occasione del 21 giugno dalle 8 alle 20 sarà attivo Il Numero Verde – AIL problemi ematologici 800 22 65 24, un call center gratuito a disposizione dei pazienti e dei familiari. Otto tra i più importanti ematologi italiani e un pool di altri specialisti saranno in linea per l’intera giornata per offrire pareri sulla malattia e sui centri di terapia presenti in tutto il Paese. In più all’Accademia di San Luca a Roma, alle ore 11:30, è in programma la conferenza “AIL e l’ematologia italiana: un’alleanza concreta che guarda al futuro. Rivoluzioni terapeutiche e nuovi traguardi nella cura dei tumori del sangue”, che potrà essere seguita anche in streaming attraverso il sito e i canali social dell’associazione.

A questo link è invece possibile scaricare il programma delle iniziative organizzate dalle sedi provinciali di AIL.

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