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In Italia calano i volontari, ma il loro ruolo è fondamentale

La conferma arriva dai dati provvisori pubblicati dall’ISTAT in merito alla rilevazione campionaria sul Censimento delle istituzioni non profit. Rispetto al 2022 il numero si è ridotto del 15%, ma oltre il 70% degli enti beneficia della loro attività

 

volontari in Italia diminuiscono. Lo dicono i dati pubblicati dall’ISTAT, seppur provvisori, relativi alla rilevazione campionaria effettuata nell’ambito del Censimento delle istituzioni non profit (INP). Ammontano a 4.661.270 le persone che decidono di dedicare il proprio tempo gratuitamente al prossimo: di loro si avvale il 72,1% degli enti. Anche se in calo rispetto agli ultimi dati disponibili riferiti al 2015 (-15,7%), i volontari italiani rappresentano uno dei pilastri portanti del settore, portando avanti attività che incidono fortemente sullo sviluppo economico e sociale del Paese, sulla qualità della vita, sulle relazioni sociali e il benessere dei cittadini.

Una conferma giunta anche durante l’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19. Sia in termini di istituzioni che di volontari, la presenza più rilevante si registra nelle aree del Nord Italia (come si vede nella tabella in basso), con il 29,3% di INP con volontari e il 30,2% di volontari nel Nord-ovest, e il 25,0% di INP con volontari e il 26,2% di volontari nel Nord-est. Anche in merito al numero di presenti rispetto alla popolazione residente (790 volontari per 10mila abitanti a livello nazionale), prevalgono nella distribuzione sul territorio le regioni settentrionali, insieme a quelle centrali con 1.165 volontari per 10mila abitanti nel Nord-est, 892 nel Centro e 887 nel Nord-ovest. Nel Sud e nelle Isole si rilevano rispettivamente 492 e 509 volontari per 10mila abitanti. Anche se in tutte le aree del Paese si registra un calo del volontariato organizzato, la composizione percentuale dei volontari nelle diverse ripartizioni evidenzia una quota leggermente superiore a quella rilevata nel 2015 solo nelle regioni del Sud e in quelle del Nord-est.

tabellaNella stragrande maggioranza dei casi, gli enti non profit che beneficiano della presenza dei volontari sono associazioni (89,1%). A seguire troviamo le istituzioni con altra forma giuridica (8,4%), tra cui comitati, enti ecclesiastici, società di mutuo soccorso), le fondazioni (1,8%) e le cooperative sociali (2,6%). Il 4,4% delle realtà legate all’ambito sanitario si avvale del 9,8% dei volontari.

Il 57,5% di coloro che dedicano gratuitamente il proprio tempo agli altri è composto da uomini e il 42,5% da donne: nonostante il calo generale coinvolga entrambe le categorie, nella componente femminile è stato più contenuto.

 

A questo link è possibile leggere il report integrale pubblicato dall’ISTAT.

 

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