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In quattro per donare il sangue, il cuore grande di una famiglia

Papà, mamma e i due figli, volontari dell’Avis di San Ginesio, si sono presentati nel centro trasfusionale di Macerata lo scorso martedì. Per i due ragazzi e la signora Stefania è stata la prima volta

Una famiglia. Un papà, una mamma e i due figli, uno da poco diciottenne. In quattro si sono presentati al centro trasfusionale dell’ospedale di Macerata per donare il sangue. Non è una favola, è quello che hanno fanno lo scorso martedì Stefano, Stefania, Samantha e Sebastiano, volontari dell’Avis Comunale San Ginesio.

Non capita tutti i giorni di raccontare una storia simile: «Personalmente ero già donatore – spiega Stefano, il papà – ma per motivi di salute mi ero dovuto fermare. Poi i miei figli mi hanno spinto a ricominciare anche perché loro stessi volevano diventare donatori e intraprendere insieme a me questo percorso”. Un percorso nel quale hanno coinvolto anche mamma Stefania che, come dice scherzando Samantha, «era un po’ restia, ma alla fine siamo riusciti a convincerla”. «Abbiamo voluto compiere questo gesto perché siamo convinti che aiutare le persone sia bellissimo – racconta – anche noi ci saremmo potuti trovare nella situazione di aver bisogno di sangue, quindi è importante che chiunque possa lo faccia. La mia speranza è quella di essere di ispirazione per altre famiglie”.

Una sensibilità contagiosa, potremmo dire, visto che proprio dai due giovani di casa, Samantha (20 anni) e Sebastiano (18), era nato questo desiderio: «Il sangue non si può né comprare né creare, può solo essere donato – dice la più grande – ecco perché abbiamo chiesto a nostro padre di iniziare. Siamo molto contenti e agli altri della nostra età diciamo “non abbiate paura, andate a donare”». Ma c’è di più. Le 18 candeline Sebastiano le aveva spente lo scorso 8 marzo, scoprendo subito dopo di essere positivo al Covid: “La donazione doveva essere il modo per festeggiare, ma a causa del virus abbiamo dovuto rinviare l’appuntamento – ricorda nonostante la timidezza – sono contento di aver fatto una cosa così bella e grande con la mia famiglia”.

Dopo le storie di Ylenia De Angelis e Leonardo Campugiani, San Ginesio si conferma ancora una volta terra di nuove generazioni solidali e desiderose di mettersi a disposizione per gli altri. Auguri.

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