Addio ad Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata del Tronto. Il cordoglio di AVIS Nazionale

Se n’è andato Aleandro Petrucci, il sindaco di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, uno dei paesi colpiti dal terribile terremoto che, nell’agosto 2016, devastò il Centro Italia.

 

Era malato da tempo e, quella maledetta notte del 24 agosto, fu il primo a fornire a radio e tv le drammatiche notizie degli effetti che il sisma aveva provocato sul territorio. Fino all’ultimo ha mantenuto il suo impegno di primo cittadino alla guida della sua amministrazione per la quale è stato un punto di riferimento costante, così come per la comunità locale che ha visto in lui un simbolo della lotta per ottenere una ricostruzione più rapida possibile.

 

Ricostruzione alla quale ha fornito un contributo importante anche AVIS Nazionale. Oltre all’attivazione di un conto corrente solidale poche ore dopo il terremoto, infatti, lo scorso 24 gennaio, proprio ad Arquata del Tronto, era stato inaugurato il nuovo poliambulatorio “Centro Socio-Sanitario ASSIEME”, realizzato con la partecipazione della nostra associazione e delle Avis Regionale VenetoRegionale Marche e Provinciale di Ascoli Piceno. Una struttura che ha voluto rappresentare un gesto concreto di ripresa e di rinascita per un territorio gravemente martoriato: «Sono rimasto molto addolorato da questa notizia – ha dichiarato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola – l’ennesima triste di un anno che ha già riservato molto dolore a tutti noi. Petrucci è sempre stato un uomo pratico e deciso, consapevole di cosa e quanto fosse importante per la sua comunità e non solo. Con energia e passione, nonostante la malattia, ha continuato a lavorare con l’unico obiettivo di aiutare la sua gente e la sua terra a ripartire con maggiore forza. Sono orgoglioso del fatto che la nostra associazione abbia potuto dare il proprio sostegno al comune di Arquata del Tronto e mi auguro che la ricostruzione, tanto desiderata da Petrucci, venga ultimata il prima possibile per onorare al meglio la sua memoria e quella di tantissime altre persone che non ci sono più».