AVIS e Fondazione Campus, il bilancio della Reunion di Assisi

Si è chiusa in Umbria la tre giorni in cui sono intervenuti i partecipanti alle sette edizioni della Scuola nazionale di formazione. Del Bò: «Un’occasione preziosa di confronto per rafforzare il senso di appartenenza tra giovani e associazione»

Un fine settimana per rafforzare il senso di appartenenza con l’associazione e celebrare al meglio le sette edizioni della Scuola nazionale di Formazione, il progetto che AVIS porta avanti insieme a Fondazione Campus. Dal 18 al 20 marzo, infatti, Assisi è stata il palcoscenico di quella che, non a caso, è stata definita “Reunion”. Tanti i giovani che, nel corso delle stagioni, hanno preso parte alla Scuola e che, durante la tre giorni umbra, hanno avuto modo di rincontrarsi, conoscersi con chi aveva frequentato altri corsi e stringere ancora di più il legame con lo spirito avisino.

 

Reunion Scuola CampusI colleghi dell'Ufficio Stampa in collegamento. Dall'alto in senso orario: Emiliano Magistri, Boris Zuccon e Laura Fracasso

Ne è convinto il professor Corrado Del Bò, coordinatore scientifico della Scuola di Formazione: «Siamo soddisfatti di quanto fatto in questi giorni – ha dichiarato a margine della conclusione dei lavori – perché abbiamo riscontrato partecipazione e interesse verso un tema particolarmente cruciale non solo per l’associazione, ma per qualsiasi società democratica: la comunicazione». Il fine settimana, infatti, nella giornata di domenica è stato caratterizzato dall’intervento dei colleghi dell’Ufficio Stampa di AVIS Nazionale (Boris Zuccon, Leandro Contino, Emiliano Magistri e Laura Fracasso) che hanno potuto non solo spiegare in che modo è stata gestita l’informazione durante l’emergenza Covid, ma anche rispondere alle domande provenienti dalla platea dei corsisti: «È stato molto importante creare questo incontro tra i ragazzi e i professionisti che lavorano nella comunicazione avisina – ha sottolineato il professore – Oltre all’intervento del presidente Briola, il fatto di aver creato questa interazione ha rafforzato ulteriormente il legame e reso tutti ancor più consapevoli della realtà di cui sono parte integrante».

 

Già nella giornata di sabato, la Reunion aveva alternato momenti teorici e momenti pratici, con tavole rotonde che sono state utili a ribadire ancora una volta l’importanza della donazione e cosa si intende per gesto etico e non remunerato. Inoltre, ha concluso Del Bò, «siamo riusciti a creare una forma di apprendimento che non ha seguito il consueto iter verticale docente-studente, ma che ha permesso a tutti i presenti di tessere preziose interazioni e sviluppare occasioni di confronto anche tra chi non si conosceva ancora. Ecco perché questi momenti sono preziosi, perché generano spunti di riflessione che possono essere utili per una costante crescita associativa».