“B.E.S.T. Choice”, il futuro dei giovani riparte da qui

Grande successo per il webinar che ha posto l'accento sulle soluzioni digitali di questo progetto che vede coinvolti circa 10.000 studenti.

Cosa significa vivere in comunità? Qual è il concetto più profondo di cittadinanza attiva? I giovani sono pronti a fare la loro parte? Quanto, in un periodo storico così delicato, si sta rivelando efficace o meno la didattica a distanza?

Sono soltanto alcune delle domande e dei temi posti al centro di “Generazioni solidali – L’impegno di AVIS nelle scuole attraverso le soluzioni digitali del progetto B.E.S.T. Choice”, il webinar organizzato nei giorni scorsi dalla nostra associazione. Un’occasione importante di confronto e dialogo non solo su come le nuove generazioni possano agire concretamente nella promozione dei valori e dei principi cardine di questa iniziativa, ma anche sull’impatto che il Covid sta generando nella loro formazione scolastica e sociale.

Grazie al sostegno economico del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, “B.E.S.T. Choice” è un progetto che coinvolge 12 Avis Regionali (Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Trentino, Umbria, Valle d’Aosta, con Avis Regionale Veneto capofila del progetto). Un percorso iniziato nel 2019 che, per le conseguenze della pandemia, è stato rimodulato per favorire gli incontri in totale sicurezza per tutti: ragazzi, docenti e formatori.

Gianpietro BriolaIl presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola

Moderato dalla giornalista e conduttrice di RAI Scuola, Chiara Buratti, l’incontro si è aperto con i saluti istituzionali dei presidenti di AVIS NazionaleGianpietro Briola, e Avis Regionale VenetoGiorgio Brunello, che hanno ribadito l’importanza di come «vivere in comunità significhi preoccuparsi del benessere di tutti. Il Covid ci sta insegnando il senso di appartenenza – ha sottolineato Briola – che, pur limitando la libertà di ciascuno, spinge tutti a intraprendere quei comportamenti corretti di cui beneficia la collettività di cui siamo parte. Esattamente come a scuola, riusciamo a far sì che gli studenti ci seguano se ci dimostriamo dei bravi insegnanti».

Giorgio BrunelloIl presidente dell'Avis Regionale Veneto, Giorgio Brunello

Un concetto, quello della partecipazione alla cosa pubblica, ribadito anche da Brunello: «Il titolo “Generazioni solidali” significa proprio questo, promuovere la salute dei territori. La sfida che abbiamo di fronte è quella di pensare a soluzioni utili ai giovani per portare avanti le loro idee. Solo così riusciremo a restituire un mondo ancora migliore di come lo abbiamo trovato».

 

 

Il progetto “B.E.S.T. Choice”

Benessere, educazione e salute nel territorio sono le quattro voci che formano la parola B.E.S.T. Ma come si sviluppa questo progetto? Gli studenti hanno dapprima risposto a un questionario indicando i comportamenti rischiosi per la salute più diffusi tra i loro coetanei e le sette tematiche su cui lavorare per promuovere stili di vita sani e corretti: dalla promozione dell’attività fisica al contrasto dell’uso di stupefacenti, dal no al fumo fino a prevenire l’abuso di alcol, passando per la lotta a bullismo e cyberbullismo, l’importanza di praticare sesso sicuro e una sana educazione alimentare, sono molti i temi su cui i giovani si confronteranno.

Tiziano FazziTiziano Fazzi

Come ha spiegato Tiziano Fazzi, esperto di didattica a distanza e formatore di CivicaMente, la società che ha collaborato con AVIS a questo progetto, «questa tecnica di insegnamento nasce per creare una speciale interazione con la classe in un’età delicata come quella adolescenziale. Dopo la prima parte del progetto, in cui con i formatori avisini abbiamo lavorato per individuare le migliori strategie per coinvolgere i ragazzi non potendo stare in presenza, con la tecnica Open Mind avremo modo di alternare formazione e pratica».

Sì, perché i ragazzi avranno l'opportunità di ideare, in gruppo, delle campagne di comunicazione sui temi cardine del percorso. Tra tutte le proposte pervenute, una giuria di esperti ne selezionerà una che sarà realizzata e diffusa su tutto il territorio nazionale.

 

La didattica a distanza

Sull’efficacia del “nuovo” metodo di insegnamento si dibatte da mesi. La pandemia ha generato molti disagi e forse sono proprio i ragazzi a pagare quelli più grandi: «Socializzare e imparare insieme agli altri è un aspetto del vivere la scuola che sta mancando – spiega Maria Costanza Cipullo, referente per la prevenzione e l’educazione alla Salute del Ministero dell'Istruzione – ma nonostante le restrizioni riusciamo ad arrivare ai ragazzi». 

Maria Costanza CipulloMaria Costanza Cipullo

La tecnologia sta permettendo di portare avanti l’attività, compresi progetti di questo tipo: ma cosa è necessario fare ancora? «Il B.E.S.T. Choice è un progetto in linea con le attività condotte in questi mesi a livello ministeriale, cioè la formazione a distanza e l’educazione alla cittadinanza attiva. Per questo non possiamo che ringraziare AVIS: fare rete è fondamentale per consentire a partner e professionalità di fornire il proprio contributo e aiutare i giovani. Dobbiamo arrivare a una condizione di benessere generale – prosegue –  e non a caso il protocollo d’intesa che abbiamo firmato nel 2018 con AVIS è finalizzato proprio a questo: promuovere i valori della salute nei giovani, quindi prima si inizia nelle scuole e migliori saranno i risultati. I progetti devono avere continuità nel tempo, altrimenti non servono».

 

L’esperienza dei docenti

Enrico GalianoEnrico Galiano

Il webinar ha, inoltre, posto l'attenzione sulla possibilità che la didattica a distanza entri in gioco non solo in emergenza, ma anche inaffiancamento all’insegnamento tradizionale

Il primo a intervenire sul tema è stato Enrico Galiano, professore inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Masterprof.it, nonché scrittore e creatore della webserie “Cose da prof”, che ha superato i venti milioni di visualizzazioni. «Ci sono luci che in questo percorso sono state accese e che dobbiamo portarci dietro. La prima potenzialità di questo metodo è l’abbattimento dell’ansia che caratterizza i nostri studenti, una svolta che ha permesso anche ai più timidi di potersi mettere in gioco ed essere più propositivi. Bisogna guardare a bambini e ragazzi con curiosità antropologica, solo così potremo riuscire a restituire, in particolare a quelli che arrivano da contesti più problematici, la fiducia in se stessi che serve per andare avanti e completare la propria formazione».

Valentina PetriValentina Petri

A queste parole hanno fatto seguito quelle di Valentina Petri, professoressa, blogger e autrice del libro “Portami il diario”. Nel suo intervento, la docente ha sottolineato come la didattica digitale integrata sia un metodo di insegnamento molto più faticoso rispetto allo stare in classe di fronte agli studenti. Una modalità che, nonostante le difficoltà, ha portato dei benefici molto significativi. «Il primo - ha commentato - lo spiega la straordinaria e pura sincerità che solo gli studenti possono avere. Un ragazzo nel corso di una lezione a distanza mi ha detto, “Prof, pensi se la pandemia fosse scoppiata quando andava a scuola lei, come avreste fatto?”. Effettivamente ha ragione – prosegue – non possiamo parlare troppo male di questo sistema. È uno strumento che potremo adottare in futuro per molti casi con cui abbiamo avuto a che fare anche in passato: pensiamo agli studenti atleti o a quelli che devono affrontare lunghe ospedalizzazioni. Tutto questo è un serbatoio di opportunità su cui contare per garantire un servizio prezioso».

 

I ragazzi e il “Progetto B.E.S.T. Choice”

Gaia Rizzuto e Franco D'AuriaGaia Rizzuto e il prof. Franco D'Auria

Gaia Rizzuto e Matteo Grandis Cacciapaglia sono due dei tanti studenti che stanno prendendo parte a questo percorso. Gaia studia all’istituto tecnico “Enriques” di Castiglion Fiorentino (FI), Matteo invece studia al liceo scientifico “Galileo” di Trieste. Sono intervenuti nel corso del webinar per fornire la loro testimonianza e raccontare le sensazioni che stanno provando nell’ideare qualcosa che possa servire alle collettività di cui fanno parte.
«Ci stiamo occupando di grafica e fotografia – racconta Gaia, intervenuta insieme al suo professore Franco D’Auria – perché vogliamo cercare di raggiungere quante più persone sugli argomenti al centro della riflessione. Personalmente mi piacerebbe insistere sulla lotta all’abuso di alcolici tra i miei coetanei, perché sono convinta che si possa stare bene in compagnia e divertirsi senza eccedere rischiando di perdere lucidità e mettendo così a repentaglio l’incolumità degli altri».

Matteo Grandis CacciapagliaMatteo Grandis Cacciapaglia

Il gruppo di lavoro di Matteo, invece, si sta concentrando più sul tema della salute corporea: «Va detto però che stiamo cercando di ampliare il concetto di benessere, portandolo anche a livello mentale. La nostra idea è quella di realizzare un video, perché può essere più coinvolgente e di impatto e, soprattutto, ci attirava la prospettiva di metterci alla prova con la recitazione».

 

Insomma, se la sfida iniziale era quella di proporre soluzioni utili ai giovani, questa sfida i giovani stessi l’hanno raccolta eccome. E sembrano anche essere i primi a volerla vincere.

 

Di seguito il video di presentazione del progetto B.E.S.T. Choice: