“B.E.S.T. Choice”, proclamati i vincitori del progetto

Gli studenti dell’istituto “Einaudi Scarpa” di Montebelluna si sono classificati al primo posto. La proclamazione al termine del webinar organizzato da AVIS Nazionale e Regionale Veneto

Si intitola “Fallo protetto, salva tre vite”. È il nome che gli studenti dell’istituto “Einaudi Scarpa” di Montebelluna, in provincia di Treviso, hanno dato al loro progetto di sensibilizzazione sulla conoscenza delle malattie sessualmente trasmissibili. Progetto che ha vinto il “B.E.S.T. Choice”, il programma finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale del Terzo Settore e della responsabilità sociale delle imprese, rivolto a chi frequenta le scuole superiori nel nostro Paese. Il “podio” è stato completato, nell’ordine, da “It’s up to you” dell’istituto “Orsini-Licini” di Ascoli Piceno e “Vivi bene, vivi a lungo” dell’istituto “Fedrigo Enriques” di Castelfiorentino.

 

Solidarietàcorretti stili di vita e comportamenti sani sono stati i valori che tante ragazze e ragazzi di 60 scuole italiane di 12 regioni diverse (Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Trentino, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, la cui Avis Regionale è stata capofila del progetto) hanno voluto trasmettere attraverso i loro lavori e che sono stati il filo conduttore del webinar organizzato venerdì 8 ottobre. Oltre ai presidenti di AVIS Nazionale e Avis Regionale Veneto, Gianpietro Briola e Vanda Pradal, sono intervenuti Luca La Mesa, tra i massimi esperti di Social Media Marketing, la dottoressa Barbara Suligoi, direttrice del COA (il Centro operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità) e le atlete Vanessa Ferrari (campionessa del mondo di ginnastica artistica nel 2006 ed europea nel 2007 e vicecampionessa di corpo libero alle Olimpiadi di Tokyo di quest’anno) e Arjola Trimi (nuotatrice medaglia d’oro nei 100m stile libero alle recenti Paralimpiadi di Tokyo).

 

 

Moderato dalla giornalista e speaker radiofonica, Vittoria Marletta, l’incontro si è aperto con un’analisi sull’utilizzo dei social tra le nuove generazioni, spiegando vantaggi e rischi che questi nuovi strumenti comportano. Un motivo per seguire comportamenti consapevoli anche in tale ambito: «Con gli smartphone è stata “democratizzata” la produzione di contenuti – ha spiegato La Mesa – che prima era esclusiva degli specialisti del settore. Ai giovani a cui parlo durante i miei corsi, infatti, raccomando sempre di sfruttare le opportunità offerte da questo strumento straordinario, ma di assicurarsi di non produrre mai contenuti che non si vogliono rendere pubblici. La sicurezza e il rispetto passano proprio dai contenuti sensibili». 

 

come vive lo sport il rapporto con i social network? Nonostante le vittorie e i podi conquistati, sia Vanessa Ferrari che Arjola Trimi confessano la loro poca confidenza: «Io sono cresciuta in un’epoca in cui ancora non esistevano – racconta la prima – ma cerco comunque di utilizzarli per testimoniare il mio percorso e far avvicinare i più giovani alla ginnastica». Arjola, invece, si considera addirittura «l’anti-social fatta persona, ma ad un aspetto presto molta attenzione: mi piace rispondere singolarmente a chi mi scrive perché preferisco dedicare più tempo a una determinata persona piuttosto che condividere post e foto a caso». 

 

Perché sport e comunicazione sono la combo vincente per favorire l’integrazione e insegnare a superare le difficoltà: «Scegliere una disciplina e vincere è facile – prosegue Arjola – ma non basta. La vera lezione la ottieni quando perdi. Serve per capire dove e cosa hai sbagliato e per darti la forza di rimetterti in gioco e alzare l’asticella. Un insegnamento che mi è servito quando mi sono ammalata». E per Vanessa è stato lo stesso: «Individuare un obiettivo da raggiungere e fissare gli step che portano ad esso è fondamentale per completare il proprio percorso personale e professionale. Anche io, dopo una serie di infortuni, ho temuto di non poter ricominciare: poi con calma e maturità l’attività è ripresa fino a portarmi a Tokyo. Il talento da solo non basta, servono passione, determinazione e sacrificio».

 

Ma stili di vita sani e comportamenti corretti non passano solo dal giusto uso dei social network o dallo sport che si sceglie di praticare. Per i giovani, e non solo per loro, rispetto e sicurezza passano senza dubbio dall’approccio alla vita sessuale. Meglio, alla salute sessuale. Lo ha spiegato la dottoressa Suligoi nel suo intervento, sottolineando quanto le nuove generazioni siano attente «ma non abbiano l’esperienza con le decadi passate segnate dall’emergenza dell’Hiv. Per questo la consapevolezza è fondamentale». Anche perché negli ultimi anni in tutta l’Europa Occidentale, Italia compresa, si sono triplicati i casi di sifilide, passati dai 400 degli anni ’90 al picco dei 1600 annui del 2016. Ma c’è di più. Da uno studio condotto negli istituti superiori italiani e illustrato dalla dottoressa è emerso che «l’uso del preservativo con un nuovo partner ha una percentuale molto bassa perché viene considerato una mancanza di fiducia nella persona che si ha di fronte. Se consideriamo che i rapporti avvengono in età sempre più precoce, il dato diventa preoccupante».

 

E i donatori non fanno eccezione: «La bassa percezione del rischio c’è anche qui, nonostante tra le infezioni che vengono testate prima della donazione ci siano appunto epatite B e C, Hiv e sifilide. In una ricerca che ha coinvolto quasi 8mila donatori, abbiamo scoperto che il 64% dei donatori positivi a una di queste non è stato in grado di spiegare in quale modo sia stato contagiato, mentre il restante ha affermato di saperlo, ma di non aver considerato il rischio a cui era andato incontro in precedenza. Semplificare l’accesso ai test e fare prevenzione – ha concluso – è l’unica strada per vivere la sessualità con serenità, gioia e rispetto della salute propria e del partner. Gli strumenti ci sono, dobbiamo imparare a usarli».

 

Dopo i ringraziamenti di Stefano Iezzi, coordinatore del progetto “B.E.S.T. Choice”, e i complimenti della presidente Pradal ai vincitori «che sono lieta siano non solo del Veneto, ma della mia stessa provincia (Treviso, ndr)», il presidente Briola ha voluto salutare i ragazzi vincitori e la loro insegnante, la professoressa Francesca Della Toffola, ribadendo che «la cosa bella di questo progetto è stato l’entusiasmo dei giovani che, proprio come ha detto la professoressa, nonostante le difficoltà e le restrizioni generate dalla pandemia hanno resistito e non hanno mollato. È l’insegnamento che serve a tutti noi. I ragazzi sono il nostro presente, prima ancora che il nostro futuro: se non ci impegniamo per trasmettere loro i giusti valori di rispetto e solidarietà, non avremo reso un buon servizio né a loro e né alla comunità di cui ciascuno di noi è parte».

 

I premi

1° classificato: Buono del valore di 1000 euro (per l’istituto) spendibile in materiale elettronico. Buono del valore di 25 euro (per ciascun componente del gruppo di lavoro) spendibile nelle librerie Feltrinelli.

 

2° classificato: Buono del valore di 800 euro (per l’istituto) spendibile in materiale elettronico. Buono del valore di 20 euro (per ciascun componente del gruppo di lavoro) spendibile nelle librerie Feltrinelli.

 

3° classificato: Buono del valore di 500 euro (per l’istituto) spendibile in materiale elettronico. Buono del valore di 20 euro (per ciascun componente del gruppo di lavoro) spendibile nelle librerie Feltrinelli.

 

I componenti dei tre gruppi potranno iscriversi gratuitamente a un corso sulla piattaforma carriere.it gestita da Luca La Mesa e Giulia Lapertosa. Infine, per ogni regione partecipante è stato proclamato un gruppo vincitore (la graduatoria nazionale è consultabile sul sito del progetto “B.E.S.T. Choice”) i cui componenti riceveranno il buono da 20 euro spendibile nelle librerie Feltrinelli. Agli istituti classificatisi al primo posto della propria regione verranno invece donati gratuitamente microfoni ambientali da conferenza.