Bilanci di fine anno e obiettivi di mandato, parola alle Avis Regionali - 1ª parte

Difficoltà post Covid, strategie future, coinvolgimento dei giovani. Da oggi, ogni settimana, i Presidenti illustreranno strategie e sfide da affrontare nei prossimi anni

Uno sguardo al futuro analizzando sfide da giocare e obiettivi da raggiungere. Autosufficienza, bilancio delle attività post pandemia e sostegno alla raccolta di sangue e plasma. Tutto senza perdere di vista le nuove generazioni.

Inizia oggi la nuova rubrica di AVIS Nazionale che ogni venerdì (ad eccezione del periodo natalizio in cui le puntate saranno giovedì 23 e 30 dicembre), fino a inizio 2022, darà voce e spazio a tutti i Presidenti delle Avis Regionali. Un appuntamento settimanale (ogni volta parleranno tre presidenti diversi) che darà modo di spiegare in che modo le realtà locali abbiano risposto in questo 2021 alle difficoltà generate dal Covid e, soprattutto, di conoscere obiettivi e strategie che caratterizzeranno il mandato di ciascuno.

 

AVIS REGIONALE ABRUZZO

Guerrino Fosca, presidente Avis Regionale AbruzzoGuerrino Fosca

«L’anno post pandemia è stato caratterizzato dal desiderio di ripartire, seppur con qualche timore. Grazie alla campagna vaccinale le attività proseguono con più facilità, ma i livelli pre-Covid sono ancora lontani». È la fotografia che scatta Guerrino Fosca, presidente dell’Avis Regionale Abruzzo. E la spiegazione è presto fatta: «Qui l’ondata è arrivata in ritardo rispetto al resto del Paese, infatti il momento più critico lo abbiamo vissuto a inizio 2021. Iniziamo a sentire la mancanza di personale sanitario e questo si ripercuote anche sulla raccolta di plasma». Ma non è un problema associativo: «Noi abbiamo solo un’unità di raccolta che è a Pescara, tutto il resto viene organizzato con gli ospedali. Per far fronte a questo problema è necessario un impegno comune di tutte le realtà del volontariato, motivo per cui abbiamo già avviato azioni di sensibilizzazione insieme al CSV e, grazie al direttore del nostro Centro regionale sangue, Pasquale Colamartino, è stato predisposto un tavolo di confronto tra tutte le associazioni di donatori presenti sul territorio regionale».

Come obiettivi per il mandato in corso, Fosca ha le idee chiare: «Il primo passo è accompagnare le Avis Provinciali e Comunali nell’adempimento di quanto previsto per l’accesso al RUNTS. Il secondo è sostenere le realtà locali che più hanno risentito della pandemia, organizzando un incontro con le quattro Provinciali e capire bene esigenze e criticità del territorio, in primis sotto l’aspetto burocratico. Infine mi piacerebbe istituire una sorta di “centro di formazione permanente” che contribuisca ad accrescere le competenze di tutta la classi dirigente associativa».

 

AVIS REGIONALE BASILICATA

Sara De Feudis, presidente Avis Regionale BasilicataSara De Feudis

Tre nuove sedi e oltre 60 punti di raccolta accreditati sull’intero territorio lucano. Con questi numeri si presenta la presidente dell’Avis Regionale Basilicata, Sara De Feudis, commentando un 2021 in cui le donazioni di certo non si sono fermate, ma che «sono state modificate, in particolare quelle di plasma». In che senso? «Richiedendo più tempo rispetto alla raccolta dei globuli rossi, molte persone avevano timore nel fermarsi per periodi prolungati nei centri trasfusionali». Nonostante questo, la pandemia non ha impedito di festeggiare tre nuove Avis Comunali a Pignola, Abriola e, presto, Castronuovo Sant'Andrea e, a breve, nuovi punti di raccolta tra cui Venosa, Marconia, Bella e Satriano: «La nostra realtà sta crescendo molto – spiega – in particolare per quel che riguarda il Gruppo Giovani e l’avvio dei progetti di Servizio Civile. Qui l’impegno dei volontari c’è sempre stato anche nei mesi più difficili, quando invece di stare in casa si usciva per andare a donare. Ora lo sforzo va fatto per la plasmaferesi, perché l’autosufficienza di plasmaderivati è un traguardo da raggiungere insieme». Proprio questo è uno degli obiettivi di mandato indicati dalla presidente insieme a «una ritrovata e consolidata serenità associativa che ci porti ad avvicinare e ad avvicinarci alle fasce più giovani. Il terzo, invece, è affermare la collaborazione tra istituzioni e associazioni, perché tutti sono consapevoli di chi siamo e cosa facciamo». La Basilicata è una delle regioni con il maggior numero di strutture trasfusionali e il numero più alto di donatori periodici: «La diffusione capillare dei centri di raccolta ci consente, attraverso la chiamata e la programmazione, di intercettare più persone possibili. Di contro, spesso non è così semplice organizzarsi con tutte le strutture presenti sul territorio, ecco perché è necessario affermare la collaborazione tra enti e associazioni».

 

AVIS PROVINCIA AUTONOMA BOLZANO

Diego Massardi, presidente Avis Provincia Autonoma BolzanoDiego Massardi

Ampliamento degli orari nei centri trasfusionali per incrementare la raccolta plasma e lavorare sui giovani per accelerare il ricambio generazionale associativo. Sono alcune delle priorità che caratterizzeranno il mandato di Diego Massardi come presidente di Avis Provincia Autonoma di Bolzano. Una realtà che, come lui stesso spiega, ha visto nel 2021 «un anno positivo sia in termini di unità di globuli rossi che di plasma e piastrine. Da noi, tuttavia, si dona solo in ospedale e solo a Bolzano è possibile effettuare l’aferesi. Ecco perché vorremmo agire in tal senso con gli altri centri trasfusionali per offrire più opzioni di accesso ai donatori». Anche perché lo sforzo da compiere deve avvenire proprio su questo, alla luce di un’autosufficienza ormai consolidata per quel che riguarda il sangue. La strada per crescere ancora è quella che porta al coinvolgimento delle nuove generazioni, visto che la PA di Bolzano è uno dei tre territori italiani con il più alto numero di donatori periodici, ma con quello più basso di donatori tra i 18 e i 25 anni: «I dati ci dicono che programmare e prenotare la raccolta è la strada migliore per assicurare il fabbisogno necessario a terapie e attività ospedaliere. Tuttavia, dobbiamo lavorare per fornire un’immagine di Avis che sia più in linea con le aspettative dei giovani. Promuovere il dono e la solidarietà serve sempre e la sensibilità c’è, visto che tra i 26 e i 35 anni sono più del doppio rispetto alla fascia prima: per questo dobbiamo continuare a collaborare con le scuole per smuovere fin da subito la curiosità e l’interesse verso ciò che facciamo».

 

La prossima settimana parleremo con i presidenti delle Avis di: Calabria, Campania ed Emilia Romagna.