Bilanci di fine anno e obiettivi di mandato, parola alle Avis Regionali - 2ª parte

Difficoltà post Covid, strategie future, coinvolgimento dei giovani. Ogni settimana, i Presidenti illustreranno strategie e sfide da affrontare nei prossimi anni

Uno sguardo al futuro analizzando sfide da giocare e obiettivi da raggiungere. Autosufficienza, bilancio delle attività post pandemia e sostegno alla raccolta di sangue e plasma. Tutto senza perdere di vista le nuove generazioni.

È iniziata lo scorso 26 novembre la nuova rubrica di AVIS Nazionale che ogni venerdì (ad eccezione del periodo natalizio in cui le puntate saranno giovedì 23 e 30 dicembre), fino a inizio 2022, darà voce e spazio a tutti i Presidenti delle Avis Regionali. Un appuntamento settimanale (ogni volta parleranno tre presidenti diversi) che darà modo di spiegare in che modo le realtà locali abbiano risposto in questo 2021 alle difficoltà generate dal Covid e, soprattutto, di conoscere obiettivi e strategie che caratterizzeranno il mandato di ciascuno.

 

AVIS REGIONALE CALABRIA

Franco RizzutiFranco Rizzuti

Risolvere la carenza di medici e infermieri per consentire di incrementare la raccolta sul territorio. È l’appello che lancia Franco Rizzuti, presidente dell’Avis Regionale Calabria dallo scorso giugno. È uno dei tre obiettivi che vorrebbe concretizzare nel corso del suo mandato insieme, spiega, «al trend positivo di donazioni che stiamo registrando in questi anni e a un progetto di formazione costante che dobbiamo estendere anche ad altri settori, in primis comunicazione e giovani». La sensibilizzazione, dopo i mesi critici della pandemia, è fondamentale, in particolare in riferimento al plasma, una procedura che qui non è particolarmente diffusa: secondo il rapporto ISTISAN, infatti, la Calabria, insieme a Campania e Sardegna, è tra le regioni dove si dona meno in aferesi: «La nostra raccolta è quasi esclusivamente associativa e devo essere onesto, difficilmente abbiamo avuto molto supporto dai Servizi immunotrasfusionali locali – spiega – Ecco perché il mio desiderio è quello di introdurre questo sistema nelle nostre Udr». Tuttavia, un passo in avanti in tale ambito nell’ultimo anno è stato compiuto: «Numeri importanti per la plasmaferesi li registravamo solo su Reggio Calabria e Crotone, ma nel 2021 siamo partiti anche su Catanzaro grazie a un accordo con il SIT locale. Stiamo riuscendo – conclude – a far capire l’importanza anche di questo tipo di donazione, ecco perché la comunicazione è strategica».

 

AVIS REGIONALE CAMPANIA

Angelo PerrottaAngelo Perrotta

«Lo Statuto Nazionale è la nostra costituzione. Da lì dobbiamo ripartire affinché tutte le realtà locali si allineino e osservino le norme previste». Angelo Perrotta, presidente dell’Avis Regionale Campania, fa capire subito in quale direzione vuole portare l’associazione nei prossimi anni: «La pandemia ha rivoluzionato tante attività operative e sociali, ma questo non deve farci restare nella condizione di emergenzialità. Il nostro territorio ha bisogno di uscire dalla “gogna” dell’autosufficienza e dimostrare che la Campania può dare il suo contributo attivo in ottica nazionale». Va pur detto che la forte negatività dei dati è generata dalla massiccia richiesta delle strutture ospedaliere presenti sul territorio. Anche perché, numeri alla mano, qui siamo in una delle zone del Paese con la più alta percentuale di donatrici donne e di prime donazioni ogni 1000 abitanti: «La sensibilità si riscontra continuamente e questo ci riempie di orgoglio. Poter programmare la raccolta significa andare incontro alle esigenze di tutti i donatori, sia donne che uomini e giovani. Proprio in riferimento a questi ultimi – sottolinea – mi piacerebbe entrare nella classifica delle, per così dire, “seconde donazioni”, perché vorrebbe dire che siamo riusciti a fidelizzare le persone e a rendere tutti donatori periodici». Un po’ come sta avvenendo per il plasma su cui, pur vedendo la Campania come fanalino di coda su scala nazionale, «la comunicazione sta giocando un ruolo determinante – conclude il presidente – Spiegando meglio il meccanismo è possibile far capire alle persone che è possibile alternare questa donazione a quella dei globuli rossi. L’autosufficienza è un obiettivo che deve impegnare tutti».

 

AVIS REGIONALE EMILIA ROMAGNA

Maurizio PirazzoliMaurizio Pirazzoli

«La lezione che ci ha lasciato il Covid? La capacità di anteporre le esigenze e le responsabilità collettive alla prudenza individuale». Tradotto, la volontà irrinunciabile di uscire per andare a donare, quando invece veniva chiesto di restare in casa. Parola di Maurizio Pirazzoli, presidente dell’Avis Regionale Emilia Romagna, commentando il periodo che, non senza difficoltà, stiamo cercando di metterci alle spalle: «Grazie ai donatori siamo riusciti a garantire l’autosufficienza e il rispetto degli accordi interregionali. Ora la sfida è quella di indirizzare chi ha gruppi sanguigni meno rari alla raccolta plasma, un qualcosa che già stiamo facendo». L’Emilia Romagna è un territorio in cui l’Avis Regionale ha investito nelle attrezzature e nella promozione della raccolta associativa e i risultati si vedono. Soprattutto con le nuove generazioni: «Se siamo una delle regioni con il più alto numero di donatori tra i 18 e i 25 anni è proprio per la capacità di comunicazione e coinvolgimento che stiamo adottando – spiega – Con le scuole abbiamo tanti progetti in essere e questo non fa altro che avvicinare quelli che saranno i donatori del futuro». Che Pirazzoli vorrebbe fossero anche i dirigenti del futuro: «Qui la solidarietà fa parte della cultura del territorio e i giovani non fanno eccezione, tuttavia nelle cariche dirigenziali questo coinvolgimento si percepisce poco ed è proprio qui che dobbiamo lavorare». Tra gli obiettivi di mandato, oltre a riprendere i progetti di cooperazione internazionale con l’ospedale di Kabul, interrotti dalla scorsa estate, il presidente indica «una costante presenza sul territorio che attraverso la raccolta rafforzi la pratica della solidarietà come patrimonio collettivo e un impegno nel rinnovare la classe dirigente. I donatori sono tanti e dobbiamo semplificare le nostre procedure per renderci più appetibili ai giovani».

 

La prossima settimana parleremo con i presidenti delle Avis di: Friuli Venezia Giulia, Lazio e Liguria.

 

LEGGI le interviste della prima puntata