Bilanci di fine anno e obiettivi di mandato, parola alle Avis Regionali – 3ª parte

Difficoltà post Covid, strategie future, coinvolgimento dei giovani. Ogni settimana, i Presidenti illustreranno strategie e sfide da affrontare nei prossimi anni

Uno sguardo al futuro analizzando sfide da giocare e obiettivi da raggiungere. Autosufficienza, bilancio delle attività post pandemia e sostegno alla raccolta di sangue e plasma. Tutto senza perdere di vista le nuove generazioni.

È iniziata lo scorso 26 novembre la nuova rubrica di AVIS Nazionale che ogni venerdì (ad eccezione del periodo natalizio in cui le puntate saranno giovedì 23 e 30 dicembre), fino a inizio 2022, darà voce e spazio a tutti i Presidenti delle Avis Regionali. Un appuntamento settimanale (ogni volta parleranno tre presidenti diversi) che darà modo di spiegare in che modo le realtà locali abbiano risposto in questo 2021 alle difficoltà generate dal Covid e, soprattutto, di conoscere obiettivi e strategie che caratterizzeranno il mandato di ciascuno.

 

AVIS REGIONALE FRIULI VENEZIA GIULIA

Lisa PivettaLisa Pivetta

È uno dei territori dove si dona di più in aferesi (nel 2020 primo in assoluto in rapporto alla popolazione residente) e con il più alto numero di donatori tra i 18 e i 25 anni. Il Friuli Venezia Giulia si conferma un’eccellenza sotto questo punto di vista e ne è convinta anche la presidente di Avis Regionale, Lisa Pivetta: «Prenotazione e programmazione della raccolta ci aiutano a mantenere standard elevati, ma dobbiamo lavorare ancora molto per capire come sensibilizzare sempre più persone ad avvicinarsi all’associazione a donare il plasma». Anche perché se i numeri premiano quanto avvenuto in questi mesi, qualche difficoltà c’è stata eccome: «Dal punto di vista delle donazioni abbiamo retto l’urto della pandemia, ma sotto il profilo associativo non siamo andati benissimo – confessa – molte attività che avremmo voluto mettere in campo sono saltate, in primis quelle nelle scuole. Speriamo che nel 2022 tutto questo possa riprendere perché di sangue, plasma e donatori c’è sempre bisogno». La consapevolezza dei giovani è il punto forte: «Le nuove generazioni sanno quanto sia importante compiere questo gesto. Vorremmo poter fare ancora di più per accompagnarli nel loro cammino di solidarietà. Ecco perché tra gli obiettivi che vorrei realizzare nel mio mandato c’è non solo la formazione di dirigenti e volontari, ma anche una serie di iniziative volte ad accrescere la motivazione anche alla luce del periodo storico che stiamo attraversando».

 

AVIS REGIONALE LAZIO

Donatella SelisDonatella Selis

«L’Avis Regionale Lazio ha un solo obiettivo: crescere. Nel numero di prime donazioni, nella plasmaferesi e nel bacino dei propri donatori. Solo così possiamo tagliare il traguardo dell’autosufficienza». Parola di Donatella Selis, una delle donne elette al vertice della propria sede regionale: «Qui la volontà delle persone di compiere il gesto gratuito e periodico c’è sempre stata, anche quando non era possibile uscire di casa per via del Covid. Tuttavia, sono ancora pochi i punti di raccolta del plasma, un problema che deriva da carenze organizzative, strutturali e di personale delle ASL. Ogni provincia può assicurare procedure di plasmaferesi, compresa Genzano (una cittadina in provincia di Roma, ndr), dove da quest’anno è possibile effettuare questo tipo di donazione nella sede dell’Avis Comunale». Far conoscere il valore terapeutico del plasma è la strategia che nel Lazio si sta utilizzando per sensibilizzare sempre più persone. E il lavoro sta dando i suoi frutti visto che parliamo di una delle regioni italiane con il più alto numero di prime donazioni: «È un dato incoraggiante che ci spinge a proseguire su questa strada. Tutto questo – conclude – è frutto del grande lavoro che ogni giorno i volontari Avis svolgono nei propri territori, in primis nelle scuole in collaborazione con gli insegnanti, per fornire informazioni e accompagnamento a chi vuole avvicinarsi alla donazione. Il passaparola è fondamentale per veicolare messaggi positivi e stimolare le nuove generazioni».

 

AVIS REGIONALE LIGURIA

Sergio BertelliSergio Bertelli

«Lavorare a braccetto con la Regione è l’unico modo per trovare, insieme, una soluzione alla carenza di personale sanitarioNon possiamo continuare a cancellare le raccolte già programmate con i nostri donatori». Nonostante la pandemia il 2021 si sta chiudendo in linea con gli anni precedenti, ma Sergio Bertelli, presidente di Avis Regionale Liguria, si mostra preoccupato: «Vorremmo fare in modo che, come già avviene in altre zone d’Italia, anche qui possano essere impiegati gli specializzandi in Medicina per rinforzare le attività delle unità di raccolta. Purtroppo è un qualcosa che non dipende direttamente da noi». L’attività comunque prosegue e l’acquisto di tre nuove autoemoteche va proprio in questa direzione. Un’attività in cui, come confermano i dati del Rapporto ISTISAN, le donne ricoprono un ruolo particolarmente importante, visto che la Liguria è una delle regioni italiane con il più alto numero di donatrici. Di contro, una soluzione va trovata per coinvolgere i giovani: «Le donne sono da sempre più convinte degli uomini quando credono in qualcosa – confessa Bertelli – sono più sicure e più determinate a portare avanti le proprie idee. Il movimento dei giovani deve fare un passo in avanti in tutto il nostro territorio per assicurare un graduale e costante ricambio generazionale». È uno degli obiettivi di mandato, insieme alla risoluzione «della carenza di personale e a un piano di formazione costante per dirigenti e volontari. Infine – conclude il presidente – vorremmo potenziare la promozione del dono sul territorio, in primis quello del plasma, così da avere una presenza più capillare possibile».

 

La prossima settimana parleremo con i presidenti delle Avis di: Lombardia, Marche e Molise.

 

LEGGI le interviste della seconda puntata

LEGGI le interviste della prima puntata