Bilanci di fine anno e obiettivi di mandato, parola alle Avis Regionali – 6ª parte

Difficoltà post Covid, strategie future, coinvolgimento dei giovani. Ogni settimana, i Presidenti illustreranno strategie e sfide da affrontare nei prossimi anni

Uno sguardo al futuro analizzando sfide da giocare e obiettivi da raggiungere. Autosufficienza, bilancio delle attività post pandemia e sostegno alla raccolta di sangue e plasma. Tutto senza perdere di vista le nuove generazioni.

È iniziata lo scorso 26 novembre la nuova rubrica di AVIS Nazionale che ogni venerdì (ad eccezione di oggi e dello scorso giovedì 23 dicembre), fino a inizio 2022, darà voce e spazio a tutti i Presidenti delle Avis Regionali. Un appuntamento settimanale (ogni volta parleranno tre presidenti diversi) che darà modo di spiegare in che modo le realtà locali abbiano risposto in questo 2021 alle difficoltà generate dal Covid e, soprattutto, di conoscere obiettivi e strategie che caratterizzeranno il mandato di ciascuno.

 

AVIS REGIONALE SICILIA

Salvatore Calafiore.jpgSalvatore Calafiore

Il numero da ricordare, in questo 2021, e per il quale lavorare insieme per trovare una rapida soluzione, è 421. Sono le raccolte associative programmate che solo nella provincia di Palermo sono state annullate a causa della carenza di personale sanitario. A spiegarlo è il presidente di Avis Regionale Sicilia, Salvatore Calafiore: «Purtroppo è una condizione che sta continuando a penalizzarci. In molti sono stati impegnati per la campagna vaccinale contro il Covid e le Udr sono rimaste scoperte. In più, complici i mesi più duri per la pandemia, non abbiamo potuto proseguire l’attività di sensibilizzazione nelle scuole e, sia per i globuli rossi che per il plasma, abbiamo chiuso al di sotto dei nostri obiettivi». Tuttavia, occorre ricordare come la Sicilia sia una delle regioni italiane con il più alto numero di pazienti talassemici: «Sono circa 2700 – commenta – a cui dobbiamo assicurare ogni 25-30 giorni le sacche per le trasfusioni e non sempre questo è avvenuto con puntualità. La disponibilità di sangue c’è sempre stata perché con il Covid molti interventi erano stati rinviati, ma con la ripresa delle attività e le difficoltà di reperimento del personale sanitario, andiamo in affanno». In merito al personale sanitario, si sta provando a risolvere il tema della carenza coinvolgendo i medici di base, ma come sottolinea Calafiore, «il vero cambiamento riusciremo a ottenerlo se diventerà effettivo l’impiego degli specializzandi. Aspettiamo, proprio su questo, conferma dal Policlinico di Palermo». Per il mandato, gli obiettivi da centrare sono già definiti: «Attività di formazione per il personale sanitario responsabile delle unità di raccolta, formazione per i dirigenti associativi, così da essere in linea con le nuove direttive di privacy e riforma del Terzo Settore, e coinvolgimento dei giovani. Sono dirigente da 46 anni – confessa – e bisogna dare spazio alle nuove generazioni. Non è facile, è un processo che richiede tempo, ma stiamo cercando di farci segnalare dei nominativi dai singoli presidenti delle sedi Provinciali per provare a ricreare un Gruppo Giovani che promuova l’interesse verso la vita avisina». Sarebbe un bel modo anche per celebrare Paolo Giaccone, professore di Medicina Legale al Policlinico di Palermo, e fondatore dell’Avis Comunale, la prima di tutta la Sicilia. Giaccone venne ucciso dalla mafia nel 1982 per essersi rifiutato, come medico legale, di modificare una perizia. Proprio all’Avis Comunale, di cui fa parte il presidente Calafiore, la famiglia del professore ha donato il suo studio personale (visibile nella foto qui accanto).

 

AVIS REGIONALE TOSCANA

Claudia Firenze.jpgClaudia Firenze

Un grande orgoglio e un motivo in più per continuare a fornire all’associazione il supporto costante di cui ha bisogno. Claudia Firenze è la prima presidente donna in 50 anni di storia di Avis Regionale Toscana, un incarico che lei vive con riconoscenza ed entusiasmo, ma che si augura possa essere sempre più «una prassi e non un’eccezione. AVIS ha bisogno di donne e uomini che collaborino insieme per una crescita che coinvolga tutti senza esclusioni». D’altronde da uno dei territori italiani con il maggior numero di donatrici era lecito aspettarsi un’elezione di questo tipo: «La Toscana da anni dimostra sensibilità e partecipazione nei confronti del genere femminile, non è un caso se dal 2006 ogni anno organizziamo il Forum Donne (la data per l’edizione 2022 è quella del 12 marzo a Pistoia, ndr). Con il tempo siamo riusciti a creare un sistema organizzativo che consente di conciliare gli impegni della vita quotidiana con quello della donazione: e i risultati ci dicono che è una strategia vincente». Il 2021 è stato comunque un anno particolare anche qui, con un aumento della raccolta registrato nel primo trimestre, ma poi via via rallentato. In più, prosegue la presidente, «sono aumentati i consumi di emocomponenti anche per via dei tanti pazienti che scelgono le strutture toscane per venirsi a curare da altre regioni. Basti pensare che da gennaio ad agosto 2021 le donazioni sono aumentare dell’1,2% e i consumi del 5%». Cosa occorre fare allora? «Oltre a promuovere campagne di comunicazione che incentivino alla doppia donazione di sangue e plasma, occorre anche sensibilizzare sul buon uso del sangue, un tema che è stato al centro anche del Festival della Salute e del Forum Risk Management. Il sistema trasfusionale non può essere dato per scontato – sottolinea – e occorre un intervento rapido anche per risolvere la carenza di personale sanitario, un problema che coinvolge tutto il nostro Paese». Il mandato di Claudia Firenze seguirà tre linee guida principali: «La comunicazione è strategica per creare condivisione tra realtà associative del dono e partner istituzionali. I giovani sono parte integrante delle nostre attività e verranno coinvolti, insieme a dirigenti e volontari, in progetti di formazione per accrescere la qualità del nostro movimento. Infine – conclude – le esperienze positive nei rapporti di cooperazione internazionale, che prevedono l’invio dei fattori della coagulazione in esubero ad altri Paesi, sono la strada da seguire. Un nobile gesto possibile proprio grazie ai nostri donatori».

 

AVIS PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Elisa Viliotti.jpgElisa Viliotti

Livelli pre-pandemia, partecipazione dei giovani e attività concrete in collaborazione con le strutture trasfusionali per incrementare la raccolta plasma. Quello ormai prossimo alla conclusione è un 2021 che si sta chiudendo in maniera positiva per l’Avis Provincia Autonoma di Trento e, in ogni caso, per l’intero territorio. Ne è sicura Elisa Viliotti che, dallo scorso giugno, ricopre il ruolo di presidente: «Abbiamo ricevuto moltissime richieste di iscrizione dagli under 30, una risposta straordinaria di solidarietà non solo verso la nostra realtà associativa, ma a sostegno delle attività trasfusionali». Quella di Trento è una piccola realtà, ma che ogni anno contribuisce a raccogliere circa 25mila unità di sangue interodi cui 10mila raccolte direttamente dai medici di Avis. Ma c’è di più. Oltre ad essere al lavoro per rinnovare il protocollo di collaborazione con le strutture della zona, la presidente annuncia anche che «a breve partirà una campagna volta a stimolare la raccolta plasma, tant’è che abbiamo chiesto all’azienda sanitaria locale di prevedere delle procedure apposite per accogliere i donatori. In più, doneremo un macchinario specifico in grado non solo di raccogliere questo prezioso emocomponente, ma allo stesso tempo di separare piastrine e cellule staminali per uso terapeutico. Ad oggi sono otto le unità di raccolta co-gestite da noi insieme alla nostra Asl». E i dati recenti, che indicano la Provincia Autonoma di Trento tra i territori italiani con il maggior numero di donatori periodici, confermano tutto questo. Ma per il futuro? «Programmare le donazioni ci aiuterà ad aumentare gli obiettivi di raccolta e di coinvolgimento delle persone, anche perché vogliamo contribuire all’autosufficienza non solo locale, ma nazionale. Inoltre, è mio desiderio quello di rendere le Avis delle vere e proprie realtà di sviluppo sul territorio che non si occupino solo di promozione, ma che collaborino con le istituzioni sanitarie del posto e, attraverso co-programmazione e co-progettazione, generino opportunità per tutti». Anche in linea con quanto indicato dall’art.55 del Codice del Terzo Settore. Infine, conclude Viliotti, «stiamo per stipulare una partnership con l’Università degli Studi di Trento per sostenere la ricerca sul sangue e sulle malattie rare, nonché per finanziare le borse di studio per la neonata facoltà di Medicina».

 

La prossima settimana parleremo con i presidenti delle Avis di: Umbria, Valle d’Aosta e Veneto.

 

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