“Bimbo dona, papà dona”: la solidarietà entra in famiglia

Al via la campagna lanciata dalla Federazione Italiana Adoces rivolta ai neo papà, al di sotto dei 36 anni, che con la mamma hanno scelto di donare il sangue cordonale del proprio figlio

Un unico gesto che ne racchiude tre: la vita, il sangue cordonale e le cellule staminali emopoietiche. È l’obiettivo di “Bimbo dona, papà dona”, la campagna promossa dalla Federazione Italiana Adoces e rivolta ai neo papà, al di sotto dei 36 anni, che decidono con la mamma di donare il sangue cordonale del proprio bambino.

 

Il progetto è stato lanciato alla luce del progressivo aumento dei trapianti di cellule staminali emopoietiche e della conseguente necessità di incrementare le donazioni per chi è in attesa dell’intervento. Ecco allora la proposta di Adoces per reclutare nuovi iscritti all’IBMDR, il Registro italiano dei donatori, e sensibilizzare questa scelta come un “valore familiare” fin dalla nascita. La pandemia ha messo a dura prova sia la rete del dono che quella trapiantologica nazionale. Come confermano i dati ufficiali del CNS, infatti, qualche timido segnale di ripresa nella raccolta di sangue cordonale c’è stato, ma i numeri sono ancora bassi: nel corso del 2020 era stato registrato un -40% rispetto al 2019, un calo complessivo dovuto in parte al Covid, ma anche alla riduzione delle nascite che, secondo le stime dell’Istituto Nazionale di Statistica, potrebbero attestarsi per l’anno in corso sotto le 400mila unità. Alla questione demografica si aggiunge poi la scarsa informazione riguardo alla donazione del sangue cordonale. Basti pensare che nel 2020 i parti avvenuti negli ospedali dotati di un centro di raccolta SCO sono stati oltre 275mila, ma le unità raccolte sono state solo 5.742. 

 

“Bimbo dona, papà dona” è un progetto multidisciplinare che coinvolge società scientifiche e organizzazioni di volontariato e si basa su un percorso già in essere in cui agiscono le ostetriche e i ginecologi, che già nella preparazione alla nascita spiegano l’importanza di questa donazione solidale, le associazioni e i medici delle banche del sangue e delle terapie trasfusionali. Partecipare è semplicissimo, basta collegarsi al sito www.adocesfed.it e, dopo aver compilato la scheda di preiscrizione al Registro IBMDR, spuntare nella sezione “Eventi” il progetto di proprio interesse. Si verrà poi contattati dal Centro Donatori dell’ospedale prescelto per completare, dopo un breve colloquio con un medico e il prelievo di un campione di sangue o di saliva, le procedure per l’iscrizione al Registro. 

 

Il motivo per cui i destinatari del progetto sono i papà giovani è perché si tratta di persone sensibili e informate su questo tema e che già si sono dichiarate idonee nella fase di anamnesi pre-donazione: sono quindi donatori “ideali” a patto però che non abbiano superato i 36 anni di età. Inoltre, in quanto maschi, fanno parte di quel target che gli ematologi selezionano nel 70% dei casi per i trapianti perché le cellule prelevabili sono rapportate al peso corporeo. Consolidare la decisione presa insieme alla mamma con l’iscrizione al Registro è il modo migliore per donare tre volte: la vita, il sangue cordonale e la propria presenza nell’IBMDR in caso di compatibilità con un paziente affetto da leucemia o altre malattie del sangue.