Caro-energia, dietrofront del Parlamento: ok ai ristori per le associazioni

Nei giorni scorsi anche AVIS Nazionale aveva manifestato preoccupazione per l’eliminazione, dal Dl Aiuti bis, dei provvedimenti a favore del Terzo Settore. Briola: «Aver accolto le richieste avanzate è una buona notizia. Ora si continui a procedere in questa direzione»

«Sono lieto che il Governo e il Parlamento abbiano compreso l’importanza delle nostre richieste, consentendo anche al Terzo Settore di poter usufruire dei ristori necessari per contrastare il caro-energia». Tira un sospiro di sollievo il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, e con lui anche il mondo non-profit italiano, dopo il dietrofront sul Dl Aiuti bis che, inizialmente, aveva escluso le associazioni dall’elenco dei beneficiari dei fondi previsti.

 

Nei giorni scorsi, infatti, il Senato aveva approvato il testo, tagliando però gli emendamenti presentati che, appunto, prevedevano ristori anche per gli enti del Terzo Settore. Dopo la mobilitazione della portavoce del Forum, Vanessa Pallucchi, anche la nostra associazione aveva manifestato preoccupazione di fronte al pericolo che rischiavano di correre gli enti interessati.

 

«Accogliamo questa buona notizia – conclude Briola – Significa che le istituzioni hanno capito che non sarebbe stato corretto far pagare al mondo del volontariato un prezzo così alto. Ora, la mia e nostra speranza è che una volta per tutte il Terzo Settore venga considerato come attore fondamentale per garantire assistenza e cure alla società di cui è parte integrante, in particolare a favore delle persone più fragili. Per fare questo, qualsiasi altro provvedimento futuro dovrà tenere conto del ruolo imprescindibile del volontariato».