Covid-19 e plasma iperimmune. Brusaferro (ISS): «I 40enni sono i più colpiti e gli asintomatici aumentano»

Sono le persone intorno ai 40 anni di età le più colpite da questa nuova ondata del Covid-19. Un’ondata che, di settimana in settimana, sta vedendo aumentare a dismisura il numero dei soggetti asintomatici. Sono solo alcuni dei temi affrontati dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel corso del suo intervento in teleconferenza di mercoledì 28 ottobre alla 12esima Commissione Igiene e Sanità del Senato.

 

pazienti randomizzati

 

Brusaferro ha confermato un indice di contagio molto elevato, sottolineando come il virus sia ormai diffuso in tutte le regioni italiane così come nella stragrande maggioranza dei Paesi europei a noi vicini: «Un’incidenza non più localizzata – ha spiegato – frutto del picco delle ultime due settimane di ottobre». Il tema dell’audizione era tuttavia quello di tracciare un bilancio sullo stato di avanzamento dello studio Tsunami, riguardante l’efficacia e il ruolo del plasma iperimmune ottenuto dai pazienti convalescenti da Covid-19. Come ha sottolineato il presidente, «i dati in nostro possesso oggi ci dicono che, al 26 ottobre, sono 188 i pazienti randomizzati e inseriti in questo protocollo per il quale sono coinvolti 79 centri clinici e 88 centri trasfusionali distribuiti in 13 territori italiani».

 

curva contagi

 

Proprio in virtù della necessità di coinvolgere pazienti che avevano contratto il virus, lo studio aveva subito un rallentamento nel periodo estivo, quando cioè la curva dei contagi si era abbassata. Oggi, alla luce dei numeri in costante aumento, come ha confermato Brusaferro, «abbiamo la possibilità di raggiungere la soglia definita dei 474 pazienti in tempi più rapidi». Uno dei temi toccati dal presidente è stato quello dei pazienti asintomatici che, numeri alla mano, risulta in costante aumento. Su questo Brusaferro ha lanciato un invito alla medicina territoriale, chiedendo «una maggiore partecipazione e flessibilità nel cercare di individuare questi soggetti che, pur non presentando segnali evidenti della malattia, sono comunque in condizione di trasmetterla. Un modo anche per creare modelli e percorsi all’interno della comunità che possano essere esportati come best practices anche all’estero».

 

asintomatici

 

In merito all’età media dei contagiati, infine, Brusaferro ha poi fatto chiarezza anche sulla potenziale negatività dei bambini, spiegando come però «siano teorie basate su studi ancora in corso che starebbero confermando questa tendenza. Tuttavia è ancora troppo presto per fornire risposte certe in merito».