Covid, gli anticorpi restano nel sangue dopo 8 mesi dall’infezione

È il risultato di uno studio condotto dall’istituto San Raffaele su 162 pazienti positivi. Una ricerca che offre indicazioni importanti sulle persone più a rischio per le forme gravi della malattia

Un esame del sangue. Una serie di campioni raccolti tra marzo e novembre 2020 per stabilire che gli anticorpi neutralizzanti contro il Covid-19 restano in circolazione per almeno 8 mesi dopo l’infezione. È il risultato di uno studio condotto dai ricercatori dell’istituto San Raffaele, e pubblicato sulla rivista Nature Communications, che ha permesso di valutare come questa tendenza sia indipendente dalla gravità della malattia, dall’età dei soggetti interessati o da eventuali comorbidità. Un’indicazione importante per superare l’infezione, rappresentata in particolare dalla presenza precoce degli anticorpi stessi: chi non li produce entro quindici giorni è più soggetto a sviluppare forme aggressive di Covid. Ma capiamo meglio.

 

La ricerca ha coinvolto 162 pazienti positivi (con un’età media di 63 anni e il 66,7% maschi) da cui sono stati raccolti campioni di sangue a partire dal ricovero nei mesi di marzo-aprile 2020, per poi proseguire nel corso dei follow-up fino a novembre. Il 57% ha presentato patologie pregresse come ipertensione e diabete. Al momento dell’ingresso in ospedale i sintomi erano riscontrabili in febbreaffaticamento e difficoltà respiratorie, spesso associate a dispnea (meglio conosciuta come “fame d’aria”, una condizione di affanno che impedisce di effettuare respiri profondi). La presenza di anticorpi neutralizzanti entro le prime settimane dall'insorgenza dei sintomi è stata correlata al tempo per un risultato negativo del tampone, mentre la mancanza di capacità neutralizzante è stata associata a un aumento del rischio di esito fatale della malattia. Oltre agli anticorpi specifici e neutralizzanti, alla base dello studio c’è stata l’analisi della riattivazione di quelli per i virus stagionali: l’obiettivo era verificare l’impatto sulla risposta contro Sars-CoV-2. Il titolo diminuisce progressivamente dopo 5-8 settimane, ma gli anticorpi sono ancora rilevabili fino a 8 mesi nella maggior parte dei pazienti guariti, indipendentemente dall’età o dalle comorbidità. La loro presenza precoce è risultata sintomatica di un migliore controllo del virus e di una maggiore sopravvivenza dei pazienti. Un dato riscontrato nel 79% dei soggetti interessati dallo studio che, nelle prime due settimane dall’inizio dei sintomi, hanno prodotto con successo gli anticorpi. 

 

Ecco perché i risultati suggeriscono che le risposte immunitarie sono un tratto distintivo dei pazienti positivi con condizioni critiche, un fattore che consente di pianificare la cura e stabilire priorità specifiche per una persona piuttosto che un’altra.