Cultura della salute e del volontariato, al via “Io Valgo 3.0”

La nuova edizione del progetto di Avis Regionale Veneto punta a promuovere l’importanza degli stili di vita sani e della sicurezza sul lavoro nelle aziende del territorio

Un vero e proprio patto per la salute di tutti. È di questo che si tratta parlando di “Io Valgo 3.0, il Terzo Settore e le imprese insieme per la salute della comunità”, la nuova edizione del progetto di Avis Regionale Veneto avviato già nel 2019. Il programma, che è finanziato dalla Regione e conta sulla partnership di Admo Veneto e sulla collaborazione delle Regionali di Cisl, ConfCommercio, Lions Club e sul Centro di Medicina “Villa Maria”, ha come obiettivo quello di promuovere la cultura del volontariato e della donazione del sangue all’interno degli ambienti di lavoro.

 

Vanda PradalLa presidente di Avis Regionale Veneto, Vanda Pradal

Questa volta però facendo un passo in più, creando una rete tra imprese e realtà del Terzo Settore per sensibilizzare i lavoratori su temi come la sicurezza e il benessere e per coinvolgerli in strategie e pratiche virtuose per generare informazione e sensibilità. Soprattutto dopo un periodo particolarmente difficile come quello che, ancora oggi, stiamo vivendo per via della pandemia: «Le aziende sono state messe a dura prova dal Covid nel loro vivere quotidiano – spiega la presidente di Avis Regionale Veneto, Vanda Pradal – ecco perché vogliamo offrire un supporto, mettendo a disposizione la nostra anima volontaristica e la nostra esperienza per stimolare sempre di più le persone verso la consapevolezza che l’attenzione nei confronti dell’altro significa prendersi cura dell’intera comunità, del benessere comune da cui tutti possono trarre giovamento. Principi propri della donazione di sangue».

 

io valgo_2La copertina del progetto

La strategia di questo programma è di realizzare una mappatura delle criticità legate all’attività dei lavoratori. «Attraverso una serie di questionari vogliamo capire che percezione ci sia dei rischi correlati al Covid e dei comportamenti che potrebbero risultare dannosi per sé e per gli altri – prosegue – perché siamo convinti che stare attenti alla propria salute significhi anche tutelare chi abbiamo intorno». Una volta ultimata questa fase che l’Avis Regionale, insieme ai partner del progetto, sta portando avanti, si procederà con lo step successivo che, pandemia permettendo, punta a organizzare incontri e tavoli di lavoro con aziende e lavoratori: «La nostra speranza, attraverso l’azione delle nostre sedi Provinciali e Comunali, è quella di ottenere una visione il più completa possibile sulle esigenze del territorio – conclude la presidente Pradal – In tutto questo sarebbe bello se il Veneto diventasse l’apripista di un programma come questo che potrebbe essere adottato anche in altre regioni italiane».