Da Rovereto a Capo Nord, la solidarietà non conosce confini

Il viaggio in bicicletta di Diego Guerriero, donatore con l’Avis Provinciale di Piacenza. Oltre 4mila chilometri per promuovere la cultura del dono e del sostegno verso gli altri

«L’ho voluta immaginare come fosse un’arteria attraverso la quale portare sangue e solidarietà dall’Italia a Capo Nord». Ed effettivamente non potrebbe esserci immagine più bella e significativa per descrivere la mappa del viaggio percorso da Diego Guerrierodonatore con l’Avis Provinciale di Piacenza, partito da Rovereto, in provincia di Trento, per arrivare fino a Capo Nord, in Norvegia. Ma che c’è di speciale, potreste chiedervi. “Solo” un piccolo dettaglio: che Diego il viaggio l’ha fatto in bicicletta.

 

«Tutto è nato perché ogni anno viene organizzata la North Cape 4000 – racconta – un’iniziativa che consente agli appassionati come me di percorrere questo tragitto straordinario in assoluta autonomia, senza assistenza tecnica o di altro genere. Viene fornito il percorso da seguire via Gps, poi ognuno deve provvedere da solo alle proprie necessità». Diego è donatore da quando ha 18 anni: prima Milano, poi Bolzano e dal 2009 Piacenza: «Con Avis portiamo avanti molte iniziative tra cui quella del “Tandem volante”, un progetto benefico che ho avviato insieme a mia moglie (con cui condivide la passione per la bici, ndr) nato per aiutare le associazioni che assistono ragazzi con diverse abilità». Un modo per consentire ai giovani non vedenti, autistici o con problemi psichici di poter andare in bicicletta assistiti da un volontario, da un genitore o dall’educatore dell’associazione che lo segue. In tandem appunto.

 

Trasformare una passione in un modo per fare del bene agli altri, questo l’obiettivo della scelta di Diegoche, attraverso le undici nazioni percorse per arrivare fino a Capo Nord, ha celebrato ogni passaggio di confine con il logo di Avis: «Il giorno prima della partenza ho donato il plasma – spiega – anche per ribadire l’importanza di andare a donare prima delle vacanze. Ho voluto immaginare la traccia da percorrere come fosse un’arteria immaginaria lungo la quale trasportare sangue e solidarietà, un fil rouge che collegasse l’Italia al resto dell’Europa: fino al punto più alto».

 

Oltre 4mila chilometri per una media di circa 300 al giorno, un viaggio di 19 giorni iniziato con 200 partecipanti, ma spesso condotto in assoluta autonomia. Costanza e determinazione, esattamente quelle caratteristiche tipiche dell’impegno quotidiano dei donatori: «Perché per fare del bene non esistono confini», conclude Diego.