Dalla VI Conferenza del Volontariato un invito a fare rete

Si è conclusa la VI Conferenza Nazionale del Volontariato, tenutasi a l'Aquila dal 5 al 7 ottobre scorsi: tre giorni per ripensare, in questo difficile momento, il volontariato, il suo ruolo nella crisi, come reagisce ad essa e quale contributo e risposte può dare al Paese per uscirne.A chiusura della Conferenza, è stato presentato un ‘Documento Finale', carta di intenti, impegni e richieste, frutto di un lavoro comune tra le reti di volontariato e di un percorso cominciato nei mesi scorsi e arrivati oggi a sintesi. Molti i temi toccati, a partire dall'impegno ad ‘esserci', nelle situazioni eccezionali come nell'ordinaria vita del Paese, alla volontà di porsi come protagonisti e motori di cambiamento per attivare percorsi di coesione sociale, dalla condivisione di iniziative che possano portare alla formazione di cittadinanza competente e attiva, alla responsabilità a costruire reti, che valorizzino l'apporto di tutti, per condividere processi e scelte, a livello locale e globale. Fausto Casini, coordinatore della Consulta del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore e in rappresentanza del Coordinamento del Forum, ha sottolineato l'importanza del tema della rappresentanza dei diversi soggetti attraverso i quali il volontariato svolge la propria azione. «Perché il volontariato sia protagonista nel cambiamento, dovrà costruire forme unitarie di rappresentanza. Dobbiamo aumentare la capacità di stare insieme, valorizzando le diversità ed evitando di sintetizzare tagliando i picchi profetici ed esemplari. Il Forum del Terzo Settore è pronto a condividere gli obiettivi contenuti nel Documento. Infatti molte questioni sono già nell'agenda dei lavori del Forum, a partire dal tema del lavoro, oltre alla comunicazione e alla situazione degli Osservatori. I rappresentati del non profit italiano riunitisi a l'Aquila hanno, inoltre, ribadito di essere consapevoli di rappresentare una grande risorsa per il Paese in termini di valori e d'identità, di esperienza, relazionalità, di occupazione e di servizi, che deve essere valorizzata e riconosciuta all'interno del sistema di welfare. «Per questo - ha proseguito Casini - chiediamo alle Istituzioni di rispettare la sua autonoma capacità di proposta e di azione e di non essere relegato a surroga dello Stato, né tantomeno un fornitore di servizi a basso costo. L'augurio e la richiesta al Governo e ai media è che la prossima Conferenza possa essere seguita maggiormente nel Paese grazie ad un percorso di cambiamento dell'informazione che richiede un impegno anche da parte del servizio pubblico radiotelevisivo a promuovere il volontariato in maniera più articolata e rispondente alla realtà. La comunicazione che viene dal nostro mondo deve accettare e valorizzare le diverse professionalità, con la consapevolezza che nessuno è in grado di approfittare di tutte le opportunità del momento, ma che è necessario assumerci la responsabilità di rimanere al passo con i tempi. Auspichiamo inoltre - ha concluso Casini - che la prossima conferenza sia organizzata da un Osservatorio diverso, non di nomina ministeriale, ma scelto dal volontariato». Tra i numerosi partecipanti all'evento c'era anche Rina Latu, vice-presidente vicario di AVIS Nazionale, che ha lavorato alla stesura di un testo sul tema della legalità disponibile in allegato e che è stato presentato proprio dalla nostra dirigente associativa alla platea de l'Aquila. «Le organizzazioni di volontariato - si legge nel testo - hanno il compito di valorizzare e mettere in luce tutto ciò che di buono e di positivo viene fatto all'interno di una linea ben definita che ci porta a dire che la legalità, per essere insegnata in modo credibile, deve servirsi di esempi positivi e deve essere quindi  testimoniata. Individuare nella diversità una risorsa, é importante per recuperare il senso della compartecipazione e del rispetto delle regole».