Decreto "Ristori-bis", pronto un fondo straordinario a sostegno degli enti del Terzo Settore

Ammonta a 70 milioni il fondo straordinario a sostegno degli enti del Terzo Settore contenuto nel decreto Ristori-bis pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 9 novembre. 

 

La cifra, relativa al 2021, sarà gestita dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e destinata alle organizzazioni di volontariato, alle associazioni di promozione sociale e alle organizzazioni non lucrative iscritte nei registri regionali e delle province autonome e nelle relative anagrafi. Ma non solo.

 

Il provvedimento prevede anche una modifica a quanto indicato nel primo Decreto ristori, relativa al contributo a fondo perduto a favore di coloro che, con partita Iva, svolgono attività riferite ai codici ATECO (ATtività ECOnomiche), la classificazione adottata dall'ISTAT per le rilevazioni statistiche nazionali di carattere economico. Tra le integrazioni contenute nel Ristori-bis ci sono i corsi sportivi e ricreativi, le scuole di danza e le attività di biblioteche e archivi. Stesso discorso per i soggetti che esercitano questo tipo di attività nelle cosiddette “zone rosse”.

 

Come ha dichiarato la portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi, «si tratta di uno strumento su cui potranno basarsi anche i provvedimenti successivi. Tuttavia, nonostante molti enti abbiano così modo di trovare una maggiore capacità operativa per le loro attività, non possiamo pensare che si tratti di una somma sufficiente a coprire tutte le realtà che potrebbero averne bisogno. Sullo stesso decreto, infatti, il Terzo Settore è rimasto fuori da qualsiasi discorso relativo alla gestione dell'Imu, un tema su cui continueremo a lavorare per accrescere la sensibilità verso il nostro mondo. Un mondo che, come il fondo straordinario dimostra, sta venendo ascoltato».