Dieta vegan e donazione di sangue, con un’esperta vi spieghiamo perché non esistono controindicazioni

“Chi è vegano (o vegetariano) non può donare il sangue”. Vi sarà capitato di sentire questa affermazione più di una volta. Anche perché è una delle fake news, in questo ambito, più diffuse. Una diceria secondo la quale coloro che hanno deciso di escludere dalla propria tavola qualsiasi prodotto di origine animale non possano compiere la scelta etica, volontaria e non remunerata che fa dei donatori italiani un patrimonio nazionale. Ecco, sappiate che non è così.

Intendiamoci, è vero che, per usare le parole di Charles Darwin, «avere empatia verso il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa ricevere in dono», ma è altrettanto vero che avere empatia nei confronti di chi, grazie alla donazione anonima e periodica di milioni di volontari, usufruisce di terapie salvavita, dimostra un elevato senso civico e impegno sociale. Quello che caratterizza tanti donatori vegani.

La dottoressa Silvia Goggi è Medico specialista in Scienza dell’Alimentazione con un Master in alimentazione e dietetica vegetariana. Ha una pagina Facebook e Instagram attraverso le quali propone consigli per un’alimentazione corretta, anche per i più piccoli, e spiega le proprietà contenute nei diversi gruppi alimentari, così da poter seguire a tavola le abitudini più sane possibili. Con lei abbiamo provato a fare chiarezza su questo argomento, scansando fake news e teorie strampalate e spiegando come l’apporto di solidarietà e cittadinanza attiva dei donatori vegani sia estremamente prezioso. Soprattutto in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo in cui, come lei stessa afferma, «è necessario che i donatori vegani, come tutti, facciano la propria parte, contribuendo al mantenimento dell’autosufficienza. La dieta che loro seguono è frutto di empatia verso il benessere sociale e ambientale, lo stesso sentimento che deve continuare a guidarli nella scelta di donare».

Silvia Goggi2La dottoressa Silvia Goggi

 

Dottoressa, possiamo smentire le voci secondo cui se si è vegani non si può donare?

«Assolutamente sì. Si tratta di voci incontrollate e del tutto infondate, perché non esiste alcun tipo di controindicazione alla donazione per chi segue un’alimentazione vegetale. Non ci sono rischi né per il donatore né per il ricevente».

 

Tutto nascerebbe dalla convinzione che, escludendo la carne dalla propria dieta, i vegani non avrebbero livelli di ferro sufficienti nel proprio sangue: è così?

«C’è questa credenza, ma è falsa. Le diete vegane non sono povere di ferro, anzi: l’alimentazione onnivora comporta un assorbimento di ferro (quello eme) in modo indiscriminato, mentre in una dieta vegana il ferro è in forma non-eme, che il nostro organismo decide se assorbire in base alle sue necessità. Non ci dimentichiamo infatti che, così come la carenza, anche l’accumulo eccessivo di ferro è pericoloso in quanto ossidante, e predispone a patologie cronico-degenerative. E poi il ferro contenuto nella carne degli animali deriva dall’erba e dai vegetali che gli animali mangiano quotidianamente, mica lo producono da soli: motivo in più per ritenere sbagliata l’affermazione iniziale».

Quali sono gli alimenti più ricchi di ferro a livello vegetale e quali valori deve tenere maggiormente sotto osservazione chi segue questo tipo di dieta?

«Legumi, cereali integrali e verdure in foglia scura verde, come spinaci, rucola o cavolo nero, sono prodotti che contengono alte percentuali di ferro. Ma anche la frutta secca, i semi di zucca o di sesamo e le erbe aromatiche, in particolare il timo, apportano ottime quantità di ferro al nostro organismo. Chi segue questa alimentazione ha, secondo i dati disponibli in letteratura scientifica, valori di emoglobina nella norma e assimilabili a quelli di chi mangia carne, rispettando quindi i criteri necessari per essere considerato idoneo alla donazione di sangue». 

Facciamo chiarezza anche sul tema della vitamina B12: come viene assunta?

«La vitamina B12, come spesso avviene anche per le persone onnivore in diverse situazioni, viene mantenuta ai livelli corretti attraverso un integratore. Un suo valore troppo basso è un qualcosa a cui chiunque deve prestare attenzione, non soltanto le persone che seguono questa dieta».

 È consigliabile mangiare determinati cibi prima o dopo la donazione?

«Il consiglio è lo stesso che viene fornito per tutti: quello di non andare a donare a digiuno, ma dopo una leggera colazione ed essendo sufficientemente idratati. Per quanto riguarda il post donazione, sarà importante ricostituire le scorte di ferro, ma non è richiesta alcuna azione diversa da ciò che un vegano farebbe normalmente: bisognerà consumare legumi, frutta secca o cereali integrali, associando magari anche una fonte di vitamina C (come qualche goccia di limone o un po’ di frutta) per aumentarne l’assorbimento».