Donazione di sangue e di cellule staminali emopoietiche: attualità e prospettive

I rappresentanti delle principali istituzioni italiane operanti in campo trasfusionale e trapiantologi, oltre a numerosi docenti e medici provenienti da prestigiose aziende ospedaliere e universitarie si sono dati appuntamento a Milano sabato 23 febbraio per il corso E.C.M. " Il donatore di emocomponenti e di cellule staminali emopoietiche: attualità e prospettive", promosso da AVIS Nazionale, Avis Regionale Lombardia e dalla Federazione Italiana ADMO. Numerosi i temi all'ordine del giorno, come l'armonizzazione tra le normative e gli standard operativi nella trasfusione di emocomponenti e nel trapianto di cellule staminali emopoietiche, con particolare riferimento al sistema HLA (acronimo di Human Leucocyte Antigen, antigene leucocitario umano, ndr), la cui tipizzazione è indispensabile, nel trapianto di midollo osseo, per individuare la compatibilità tra donatore e ricevente. «L'incontro di oggi - ha commentato Giuseppe Aprili, past president della Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia - è frutto della comunione d'intenti tra AVIS e ADMO, sancita lo scorso anno da un protocollo d'intesa per la promozione di iniziative congiunte finalizzate alla sensibilizzazione dei cittadini ai valori del dono gratuito, anonimo e volontario. Le donazioni di sangue, emocomponenti e di cellule staminali emopoietiche sono temi che presentano delle forti affinità di carattere culturale, scientifico, tecnico e legislativo. Costituiscono , inoltre, due fiori all'occhiello del sistema sanitario italiano di cui dobbiamo essere orgogliosi, visti i numerosi aspetti d'eccellenza che sono il frutto del grande entusiasmo che muove non solo i volontari, ma tutti gli operatori coinvolti in questo processo finalizzato a curare i pazienti in totale sicurezza e con elevati standard di qualità». Su questo argomento si è espressa anche Paola De Angelis, presidente di ADMO - Federazione Italiana ONLUS: «La collaborazione tra le nostre due realtà nasce dalle profonde affinità che da sempre ci accomunano. Entrambe le associazioni hanno, infatti, come obiettivo principale quello di salvare una vita e stare accanto a chi ha bisogno del nostro aiuto. Si tratta di valori che rappresentano un patrimonio comune di tutta la collettività che non possono essere dati per scontati, ma vanno tutelati e difesi attraverso azioni di sensibilizzazione. Per unire al meglio le nostre forze, fondamentali sono momenti congiunti di formazione e confronto che possano fornire ai nostri volontari le competenze e le informazioni essenziali per farsi così portavoce dei messaggi di entrambe le associazioni coinvolte». Dello stesso avviso anche il Presidente di AVIS Nazionale, Vincenzo Saturni, che ha sottolineato l'importanza dell'aggiornamento su temi di stretta rilevanza medico-sanitaria come quelli affrontati in questo corso E.C.M., poiché «hanno la capacità di stimolare e far crescere una cultura scientifica che può attribuire valore aggiunto alla nostra azione di promozione sul territorio. La collaborazione tra AVIS e ADMO può dare un forte impulso, inoltre, alla crescita del cosiddetto "capitale sociale", cioè quell'insieme di risorse immateriali a disposizione della collettività per migliorare la qualità delle relazioni, il grado di coesione, di fiducia e di solidarietà. Auspico inoltre - ha concluso Saturni - che la collaborazione tra le nostre due Associazioni e tra le istituzioni intervenute oggi possa dare un forte impulso anche all'istituzione di un registro unico di donatori di sangue e di cellule staminali emopoietiche, che saprà fornire un valido sostegno soprattutto nella cura di malati sottoposti a molte trasfusioni di concentrati piastrinici e conseguentemente soggetti al fenomeno della refrattarietà, che rende queste terapie inefficaci. Per superare tale barriera, è possibile ricorrere a concentrati ottenuti dal sangue di donatori che presentino un HLA compatibile con quello dei riceventi. Per questo motivo, avere un registro unico aumenterebbe la disponibilità di piastrine in grado di curare efficacemente i pazienti politrasfusi, contribuendo a ridurre drasticamente questo grave problema». Relazioni
Donazioni di emocomponenti, aspetti normativi - Simonetta Pupella, Centro Nazionale Sangue
Donazioni di cellule staminali emopoietiche, aspetti normativi - Letizia Lombardini, Centro Nazionale Trapianti
Raccomandazioni SIMTI-GITMO: armonizzazione tra normative e standard operativi - Aurora Vassanelli, Azienda Ospedaliera Universitaria Verona
La compatibilità nella trasfusione di emocomponenti - Gabriella Girelli, Policlinico Umberto I Roma
La compatibilità nel trapianto di cellule staminali emopoietiche ed il sistema HLA - Nicoletta Sacchi, Ente Ospedaliero Ospedali Galliera di Genova
La refrattarietà piastrinica e le strategie per la sua prevenzione - Luca Mascaretti, Azienda Ospedaliera Universitaria Trieste