Dono e pandemia, a Forlì l’incontro con il professor Burioni

Domenica 19 settembre il dibattito promosso dall’Avis Comunale nell’ambito del Festival del Buon Vivere. Alla tavola rotonda è intervenuto anche il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola

Tutelare la propria salute per contribuire ad adottare comportamenti consapevoli e solidali. Sono gli obiettivi emersi da “La cultura del dono al tempo della pandemia”, l’incontro organizzato a Forlì dall’Avis Comunale nell’ambito del Festival del Buon Vivere.

 

Quella che è stata una vera e propria tavola rotonda, nella serata di domenica 19 settembre, è stata moderata dall’assessore comunale alla Cultura, Valerio Melandri, e ha visto intervenire il virologo e divulgatore scientifico, il professor Roberto Burioni, insieme al presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, e al direttore sanitario dell’Ausl Romagna, Mattia Altini. L’iniziativa ha permesso di riflettere e confrontarsi sul rapporto che intercorre tra l’opzione della solidarietà verso gli altri e la situazione emergenziale che continua a protrarsi. Una situazione in virtù della quale proprio il professor Burioni ha ribadito la necessità di effettuare il vaccino contro il Covid «non solo per proteggere la comunità di cui si è parte, ma soprattutto per se stessi». E per contribuire a diffondere questo principio volto alla tutela della salute pubblica, il primo passo da compiere insieme è quello del contrasto alle fake news. Come ha sottolineato il presidente Briola, ricordando quanto avvenuto nel corso di questi ultimi mesi, «bloccare coloro che diffondono false informazioni è complicatissimo. Una volta insinuato, il dubbio si protrae nel tempo e tende ad allontanare le persone dalla verità e a generare una confusione pericolosissima. Le fake news, infatti, non riguardano solo il vaccino, ma gli stessi donatori di sangue: ecco perché invitiamo sempre tutti alla calma e al richiamo del senso di responsabilità».

 

Ma quanto è efficace il vaccino? La soluzione potrebbe essere rappresentata dall’introduzione dell’obbligo: «Difficile – ha risposto Burioni – l’obbligo vaccinale costituisce una scelta politica, ma l’unico tema su cui non si può discutere è l’efficacia di questa procedura. Chiedersi se sia opportuno o no ricevere la somministrazione contro il Covid non è più sostenibile. Occorre dialogare con le persone e spiegare loro perché sia importante farlo: in questo il vero esempio sono i giovani che hanno capito quanto raggiungere il massimo della copertura vaccinale sia l’unica strada possibile per permettere al nostro Paese di ripartire con slancio dopo un periodo complicatissimo».