Fnomceo-Avis: insieme per la donazione

E’stato rinnovato, sabato 16 dicembre, il protocollo di collaborazione tra Avis Nazionale e la Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Italiani (Fnomceo). La firma del presidente Tieghi e del presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco, è avvenuta a Roma, in occasione dello svolgimento del Consiglio Nazionale Avis e della Consulta dei medici chirurghi. Una felice coincidenza ha voluto altresì che nella stessa giornata la Fnomceo abbia emanato il nuovo codice deontologico dei medici italiani. Con il protocollo Avis-Fnomceo, i medici si impegnano solennemente in diversi ambiti (comunicazione, educazione, formazione e informazione). Per ciò che concerne la comunicazione, a “diffondere l’attività del volontariato del sangue promosso dell’Avis presso tutti i medici con le forme ed i modi previsti dalla Federazione”. Allo stesso modo l’Avis Nazionale “si impegna a preparare materiale informativo riassuntivo con le informazioni aggiornate sulla donazione da inserire come supplemento alle riviste ordinistiche”. Nell’ambito dell’educazione, la Fnomceo si impegna alla “partecipazione alla Giornata Nazionale della donazione di sangue ed alla giornata universitaria con gli studenti di medicina”, così come “alla diffusione di materiale educativo attraverso gli Ordini regionali e Provinciali con l’assunzione d’iniziative di sensibilizzazione nella stessa giornata o periodo”. L'accordo prevede inoltre la costituzione di un gruppo permanente di lavoro Fnomceo-Avis Nazionale per lo scambio di notizie di carattere scientifico, legislativo-sanitario e per l'eventuale avvio di iniziative comuni in difesa della salute dei cittadini. Al termine della cerimonia, Amedeo Bianco e Paolo Marcianò, responsabile politiche sanitarie di Avis nazionale, hanno espresso la loro soddisfazione per la rinnovata collaborazione che vede l'istituzione ordinistica al fianco del volontariato per accrescere in Italia la cultura della donazione, considerando che l'insufficienza di sangue continua a rappresentare, nel nostro paese, un problema importante dal punto di vista sanitario, scientifico e sociale, perché - è stato sottolineato - il progressivo invecchiamento della popolazione mette in forse l'auspicata autosufficienza per quanto riguarda unità di sangue, emocomponenti ed emoderivati.