Green Pass, dal 15 ottobre nessun obbligo per i donatori

La certificazione verde diventerà requisito fondamentale per l’ingresso nei posti di lavoro, ma non per l’accesso a centri trasfusionali e unità di raccolta

“Ai donatori di sangue ed emocomponenti non sarà richiesto il green pass”. È il passaggio centrale della circolare che il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, e il Segretario Generale, Rocco Monetta, hanno inviato nei giorni scorsi alle sedi Regionali, Provinciali, Comunali ed equiparate della nostra associazione.

 

Motivo della comunicazione, l’entrata in vigore a partire dal 15 ottobre dell’obbligo del green pass per l’accesso ai posti di lavoro (come indicato dal Decreto Legge n.127 del 21 settembre 2021). L’obbligo è esteso ai soggetti, anche esterni, che svolgono la propria attività lavorativa, formativa o di volontariato in luoghi pubblici o privati, anche sulla base di contratti esterni. Pertanto, il personale sanitario, amministrativo e volontario incaricato per accoglienza, chiamata e promozione nelle strutture di raccolta sangue (siano esse pubbliche o private), dal 15 ottobre dovrà esibire la certificazione verde. 

 

L’obbligo interessa anche le attività associative come riunioni interne, corsi di formazione, nonché conferenze, convegni ed eventi aperti al pubblico.

 

Per i donatori, la cui permanenza nelle strutture di raccolta è circoscritta all’atto della donazione, si procederà quindi con le procedure vigenti, che prevedono il triage telefonico, l'accesso contingentato previa prenotazione, la somministrazione di un questionario, il colloquio con il medico e l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, la misurazione della temperatura e il rispetto del distanziamento sociale.

 

A conferma della correttezza delle informazioni riportate nella circolare di AVIS Nazionale è poi giunta, nel pomeriggio di giovedì 14 ottobre, la risposta della Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute. Il documento, consultabile a questo link, ribadisce infatti che "l'accesso dei donatori alle sedi di raccolta di sangue ed emocomponenti ubicate presso le strutture ospedaliere non rientra tra i servizi e le attività il cui accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti della certificazione verde Covid".