Il progetto del Centro studi

La Riforma del Terzo settore pone prospettive e interrogativi all’Associazione che necessitano sempre più “di un luogo ideale, ma al contempo reale e concreto, di analisi e proposizione che non sia gravato da compiti di gestione quotidiana”. E’ con questo presupposto che il segretario generale, Ruggiero Fiore, e il consigliere Luciano Franchi, hanno presentato in conferenza programmatica il progetto del Centro studi. “Da qualche tempo la società in generale, il Sistema Trasfusionale e il Sistema Sanitario Nazionale stanno subendo una radicale trasformazione, che potrebbe lasciarci impreparati qualora non operassimo costantemente una azione di analisi, di monitoraggio, di verifica e di proposta. C’è la necessità di sviluppare un pensiero globale, che si coniughi con una efficiente azione locale, di fronte alla sempre più difficile ricerca e fidelizzazione di nuovi volontari, alle nuove condizioni del mondo del lavoro, a un nuovo modo di affrontare e governare una comunicazione efficace, a un federalismo solidale messo quotidianamente in discussione e quindi sempre più difficilmente attuabile. C’ è poi la necessità di essere presenti con sufficiente competenza nei luoghi di programmazione e di decisione, attraverso una formazione continua”.     Con la Riforma del Terzo Settore AVIS NAZIONALE diventerà Rete Associativa. E la sua azione sarà caratterizzata dall’assolvimento di tre compiti fondamentali:  indirizzo  programmazione  controllo     Per adempierli al meglio, AVIS Nazionale intende appunto dotarsi, e contestualmente costituire, un “Centro Studi”. Tre saranno le aree principali di interventi:   1) scientifico – culturale 2) organizzativo – gestionale 3) divulgazione - comunicazione