L'impatto delle fake news sulla donazione di sangue: l'approfondimento

Lanciata il 30 agosto, la rubrica del sito Giornalettismo.com che vede anche la collaborazione di AVIS, punta a fare chiarezza sulle bufale che circolano sul web.

Il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, è il protagonista dei primi due appuntamenti dell'approfondimento sui temi legati alle fake news sulla donazione di sangue proposto da Giornalettismo.com, il sito di notizie e approfondimenti sul mondo dell'informazione digitale che ha fatto dell'analisi delle fonti e della ricerca della verità la sua missione principale. 
 

Per far fronte alla dilagante disinformazione che circola in rete, gli autori del sito hanno deciso di tracciare una cronistoria delle bufale che riguardano la donazione di sangue in Italia e nel mondo, per capire se queste ultime hanno avuto conseguenze sui numeri della raccolta di sangue e sulla percezione di alcune operazioni sanitarie, prime fra tutte le vaccinazioni. Il tema verrà snocciolato durante tutta la settimana sui canali della testata online e vedrà inoltre la partecipazione degli autori di "BUTAC - Bufale un tanto al chilo", la pagina nata su Facebook per smascherare le bufale e le frodi online e del gruppo di assistenti sanitarie "Vita_da_AS", che su TikTok smontano con ironie le teorie più fantasiose su vaccini e luoghi comuni.
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All'interno del primo video dal titolo "Le fake news sul sangue incidono sui numeri delle donazioni?", il presidente Briola ricorda che AVIS è costituita da «donatori abituali che non sono particolarmente influenzabili dalle fake news. E questo per noi è sicuramente un bene. Tuttavia, per le associazioni è importante il grande pubblico, sono importanti i giovani: questi ultimi, frequentando assiduamente i social, sono molto sensibili a questo tema. Le fake news creano rischi e pericoli per tutta la società, non soltanto per l’ambito delle donazioni del sangue, ma per il grande tema dell’approccio critico a tutto ciò che ci riguarda direttamente».
 

Il secondo video è dedicato a una delle bufale più clamorose degli ultimi mesi, dal titolo "Perché quella dei coaguli nelle sacche di sangue donato dai vaccinati è una fake news pericolosissima", in cui il presidente Briola ribadisce, dopo la smentita dello scorso giugno, che la notizia non ha alcun fondamento dal punto di vista scientifico e pratico: «ogni sacca di sangue ha un liquido, un citrato, che evita la coagulazione del sangue, perché altrimenti il sangue non potrebbe essere utilizzato e si coagulerebbe comunque, indipendentemente dal vaccino. Non possiamo trasfondere sangue che abbia anche il minimo dubbio su un microscopico coagulo. Per questo, quella delle sacche con coaguli è, dal punto di vista pratico e scientifico lo si ribadisce, una bufala a tutti gli effetti. Oltretutto, non è stato dimostrato nella maniera più assoluta che il vaccino vada a incidere sulla coagulazione, perché il vaccino non stimola la malattia, ma il sistema immunitario».

 

E proprio da questo tema parte anche la terza parte dell'approndimento di Giornalettismo.com, dal titolo "Dalle «alte sfere» al «mio cugino»: la genesi della bufala sulle donazioni di sangue", così come l'editoriale pubblicato sull'ultimo numero di AVIS SOS, in cui il nostro "Involontario" Giulio Sensi spiega perché probabilmente non esiste una soluzione al fenomeno imperante delle bufale, "ma esistiamo noi e dovremmo, specie quando ci parte la rabbia nel vedere quanti danni una bufala così può fare al generoso impegno in Avis, capire finalmente che l’anticorpo al falso non è il vero, perché il falso si attacca al vero e ci vive addosso da parassita. Si nutre del vero per distruggerlo."