La Protezione Civile compie 30 anni, il legame con AVIS Nazionale

L’associazione fa parte della colonna mobile del Dipartimento e viene coinvolta nelle attività post-emergenziali. Paolo Ghezzi: «Il nostro impegno prosegue con orgoglio. Una giornata in cui dire ancora una volta grazie ai volontari e ai nostri donatori»

Dotare il Paese di un organismo in grado di mobilitare e coordinare le risorse utili ad assicurare assistenzaalla popolazione in caso di gravi emergenze. Con queste intenzioni, il 24 febbraio 1992 veniva approvata la legge che istituiva il Servizio Nazionale della Protezione Civile: trent’anni fa esatti.

 

Il triste sprone all’approvazione di tale provvedimento fu rappresentato dal ritardo dei soccorsi e dall’assenza di coordinamento riscontrate in occasione del terremoto che, nel 1980, colpì l’Irpinia: da lì la presa di coscienza su quanto fosse fondamentale istituire un apparato di questo tipo che programmasse e formasse il personale addetto in maniera permanente.

 

Della colonna mobile di Protezione Civile fa parte AVIS Nazionale che (come previsto dal nuovo regolamento associativo deliberato il 12 gennaio 2019) viene coinvolta nelle attività del cosiddetto “post-emergenza”: si tratta di tutto ciò che concerne la fornitura di materiali, mezzi e personale necessari alle attività sanitarie e al loro supporto logistico in ambito di medicina trasfusionale. Tutto, previa richiesta di attivazione da parte del Dipartimento stesso. Proprio per supportare tali interventi, il 22 ottobre 2020 la nostra associazione ha ricevuto la consegna di un pick up, il secondo dei veicoli di supporto che sono stati acquistati attraverso il bando che il Dipartimento della Protezione Civile emette (in base all’art. 41 della legge 50/2017) per il finanziamento di mezzi pari al 95% dell’importo complessivo. Finanziamento che viene destinato alle reti che fanno parte della Protezione Civile, come appunto AVIS Nazionale. 

 

L’altro pick up, nel 2019, era stato messo a disposizione dell’Avis Comunale di Perfugas, in provincia di Sassari (unica sede sarda avisina presente nella colonna mobile di Protezione Civile Nazionale) per il trasporto di personale sanitario. Sempre nel 2020, ma qualche settimana prima, AVIS Nazionale aveva consegnato un’autoemoteca all’Avis Provinciale di Sassari affinché potesse essere a disposizione del Dipartimento: insomma, un impegno duraturo per garantire il proprio supporto.

 

8. Ghezzi.jpgPaolo Ghezzi

Ne è convinto Paolo Ghezzi, componente dell’Esecutivo Nazionale di AVIS con delega alla Protezione Civile: «Gli anniversari “tondi” sono sempre occasioni per fare valutazioni complessive del cammino percorso. I tragici episodi della nostra storia ci insegnano quanto, ahimè, fosse necessario creare un apparato di questo tipo. Un organismo al quale, e mai come oggi va ribadito con orgoglio, uno straordinario supporto viene assicurato dal mondo del volontariato a cui sono affidate funzioni insostituibili». E un parallelismo, quasi inevitabile, viene fatto con i donatori di sangue e plasma: «Come la Protezione Civile sopperisce alle emergenze improvvise, così il donatore di sangue, con il suo gesto quotidiano, anonimo, volontario e gratuito, interpreta perfettamente il concetto di prevenzione, caratteristico della Protezione Civile, permettendo di rendere normale routine un’attività sanitaria complessa che, senza la donazione, sarebbe un'emergenza permanente e difficilmente affrontabile. L’impegno di AVIS all’interno della colonna mobile proseguirà con sempre maggiore entusiasmo – conclude – con preparazione costante, formazione del personale e manutenzione dei mezzi. La nostra operatività non si ferma, anzi, l’auspicio è quello, attraverso le oltre 3400 sedi presenti sul territorio italiano, di diffondere la cultura della Protezione Civile e della partecipazione attiva nella società di cui siamo parte».