Morte Giuseppe De Donno, il cordoglio di AVIS Nazionale

Il medico, che aveva avviato la sperimentazione con il plasma iperimmune per curare i pazienti malati di Covid all’ospedale Carlo Poma di Mantova, si è tolto la vita nella sua abitazione

Non si conoscono ancora le modalità che hanno portato Giuseppe De Donno a togliersi la vita nel pomeriggio di martedì 27 luglio. Il medico, che aveva avviato la sperimentazione con il plasma iperimmune per curare i pazienti malati di Covid all’ospedale Carlo Poma di Mantova, è stato ritrovato da alcuni parenti all’interno della sua abitazione di Curtatrone, dove viveva con la moglie e i due figli.

 

De Donno, nei primi mesi dell’emergenza sanitaria, insieme al dottor Massimo Franchini, direttore dell’Immunoematologia e Trasfusionale della struttura mantovana, aveva reso la terapia con il plasma da convalescente (cioè delle persone guarite che avevano sviluppato un elevato titolo anticorpale contro il Covid) l’unica arma, almeno in quel momento, per trattare il virus.

 

Poco più di un anno fa, il 19 maggio 2020il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, era stato invitato all’ospedale Carlo Poma per vedere da vicino il percorso del plasma iperimmune, dalla plasmaferesi alla somministrazione delle sacche ai pazienti. Un percorso al quale i donatori avisini stavano contribuendo in modo significativo: «Sono rimasto profondamente scosso e addolorato da questa notizia – ha commentato Briola – perché quando una persona compie un gesto così tragico è sempre una sconfitta per tutti. Sia per coloro che gli sono stati vicini sia per chi ha strumentalizzato o fomentato inutili e insensate polemiche. De Donno, come tutti noi, ha affrontato l’emergenza sanitaria provando a individuare soluzioni che andassero, con gli strumenti disponibili, ad esclusivo vantaggio dei pazienti. Esattamente quello che un professionista della sanità deve fare con dedizione, nel rispetto della deontologia e dei malati. Oggi è un giorno molto triste nel quale ci deve essere spazio solo per il silenzio e il rispetto. Alla famiglia manifesto la profonda vicinanza mia e di tutta AVIS».