Padova Capitale europea del Volontariato, intervista a Emanuele Alecci

Si è tenuto nei giorni scorsi il simbolico passaggio di consegne tra la città di Košice, capitale europea del volontariato 2019, e Padova, scelta per ospitare le manifestazioni del 2020. Un'opportunità unica per il nostro Paese e per tutto il Terzo settore italiano, come ci ha spiegato il Presidente del Centro per i servizi del volontariato padovano, Emanuele Alecci, che coordina le attività assieme al Comune.   «Padova sarà una grande occasione per rappresentare e coinvolgere a livello europeo il mondo del volontariato e dell’impegno civile non solo per il territorio locale e regionale, ma per tutto il Terzo settore italianocommenta il presidente di CSV Padova, Emanuele Alecci. Il filo conduttore di tutte le attività sarà il tentativo di  mettere insieme realtà appartenenti ad ambiti diversi, prestando attenzione al tema della sostenibilità. L'evento di apertura delle celebrazioni si terrà venerdì 7 febbraio alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Seguiranno molti altri appuntamenti durante l’anno e occasioni d’incontro con volontari di tutta Europa, per cercare di costruire assieme una grammatica comune». Tra i numerosi appuntamenti in programma, anche un convegno promosso da AVIS sul tema della donazione, dell'etica e dell'inclusione sociale, che si terrà sabato 8 febbraio alla Fondazione OIC (maggiori dettagli seguiranno nelle prossime settimane).   «Padova capitale europea del volontariato - ha concluso Alecci - può diventare un’opportunità per avvicinare tutti i cittadini al volontariato. C’è bisogno di persone che mettano al servizio degli altri disponibilità e competenze, perché nel nostro Paese i volontari hanno un ruolo sociale importantissimo, ma sono ancora una minoranza. La proposta che faremo nel 2020 attraverso tutti i CSV d’Italia si rivolge ai pensionati, ai giovani che desiderano fare nuove esperienze e, in generale, a tutti quelli che possono e vogliono mettere a disposizione della comunità alcune ore del proprio tempo in modo costante e disinteressato».