Pasqua 2021, gli auguri #GialloPlasma di AVIS Nazionale

Nel suo video messaggio di ringraziamento ai donatori, il presidente Gianpietro Briola rilancia la sfida dell’autosuffienza nazionale di farmaci plasmaderivati: «Terapie e vite, anche di tanti piccoli pazienti, dipendono da noi. Doniamo sempre»

«Abbiamo il dovere di continuare a dare il nostro apporto a medicina e sanità per assicurare ai pazienti trasfusioni e terapie salvavita». Spiega così, il presidente di AVIS NazionaleGianpietro Briola, cosa dovranno rappresentare i prossimi mesi per tutti noi donatori. Lo ha fatto durante il video messaggio con cui ha voluto inviare i propri auguri di Pasqua ringraziando tutti i volontari che, anche in un periodo così complicato come quello che stiamo affrontando per via del Covid, non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno e la propria solidarietà.

 

 

Un’altra Pasqua particolare, la seconda consecutiva nell’epoca della pandemia, è questa la giornata che ci apprestiamo a vivere. Tuttavia, nonostante le incertezze e le preoccupazioni, il presidente ha voluto ribadire ancora una volta quanto l’impegno e l’apporto di tutti i donatori sia fondamentale in questo delicato momento storico. Come ha detto nel video, «donare è un gesto che può essere compiuto in assoluta sicurezza e senza timore di contrarre il virus, solo così potremo, insieme, vincere la sfida che ancora ci attende: quella dell’autosufficienza nazionale di farmaci plasmaderivatiScegliere la donazione di plasma – spiega – non significa rinunciare a quella di sangue intero, bensì poterle alternare compiendo un doppio gesto etico e prezioso che consentirà al nostro sistema sanitario di diventare sempre più indipendente nella gestione di questi medicinali salvavita».

 

Non è un caso, infatti, se AVIS Nazionale ha deciso di celebrare la Pasqua scegliendo il #GialloPlasma come colore e «manifestazione di speranza e di altruismo. Insieme abbiamo contenuto le difficoltà del virus – ha concluso il presidente – e sempre insieme possiamo tagliare questo traguardo da cui dipendono terapie e vite umane anche di tanti piccoli pazienti».