Pasqua 2022, il messaggio di auguri di AVIS Nazionale

Nel video di ringraziamento ai donatori, il presidente Gianpietro Briola ha ricordato l’emergenza umanitaria generata dalla guerra in Ucraina: «La dignità delle persone non deve mai essere calpestata. La nostra umanità si dimostra anche in azioni concrete di sostegno alla popolazione»

Resurrezione. È la parola che più volte il presidente di AVIS NazionaleGianpietro Briola, ha ripetuto nel suo video messaggio di auguri e ringraziamento ai donatori in occasione della Pasqua. Un termine il cui significato, in particolare quest’anno, va oltre il senso della Festività: «Dopo i due anni caratterizzati dalla pandemia, da ormai quasi due mesi l’Ucraina continua a essere martoriata da un conflitto inspiegabile che sta solo generando dolore, distruzione, morte e disperazione. La Pasqua, lo sappiamo, è da sempre la festa della Resurrezione, di un nuovo inizio – ha detto – Permettetemi di dire che proprio noi donatori, con il nostro gesto etico, periodico e non remunerato, consentiamo a tanti pazienti cronici, o che devono sottoporsi a delicati interventi chirurgici, di ricominciare a vivere. Il senso più profondo del dono è questo, fare qualcosa di concreto per aiutare il prossimo, anche chi è oggetto di soprusi e vessazioni».

 

Il presidente ha poi ricordato come, proprio grazie alla generosità di tutti noi, «sia stato possibile inviare in Ucraina farmaci salvavita per tanti pazienti che, a causa del conflitto, non li avrebbero potuti reperire».

 

E infine la speranza che, mai come oggi, «questa Pasqua sia potatrice di Pace, per consentire a tanti bambini, donne e uomini di vivere la propria Resurrezione in un Paese libero dalle atrocità che solo la guerra può generare».

 

Per celebrare la Pasqua e promuovere la donazione alternata di sangue e plasma, AVIS Nazionale ha scelto una serie di immagini ispirate alla campagna "Be Red, Be Yellow, Be AVIS", che nei giorni scorsi sono state inviate a tutte le nostre sedi locali. L'obiettivo è quello di rimarcare l'importanza del raggiungimento dell'autosufficienza nazionale anche sul fronte dei plasmaderivati.