Sensibilizzare sulle malattie del sangue con la street art, parte da Cagliari la campagna “BloodArtists”

È partita dalla Sardegna, da Cagliari per la precisione, la campagna “BloodArtists” che punta a promuovere la conoscenza e la sensibilizzazione sulle malattie del sangue attraverso la street art.

 

Numerosi i partner di questa iniziativa: Novartis, AVISFondazione Italiana “Leonardo Giambrone” per la Guarigione dalla Talassemia e Drepanocitosi, UNIAMO FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare), United Onlus (Federazione Nazionale delle Associazioni per le Anemie Rare, le Talassemie e la Drepanocitosi), con il patrocinio di SITE (Società Italiana Talassemie ed Emoglobinopatie), Fondazione For Anemia e Thalassa Azione Onlus Aps. Inoltre il Comune di Cagliari e il Consiglio Regionale della Sardegna hanno conferito il proprio patrocinio.

 

Quello delle emoglobinopatie è un problema con cui proprio la Sardegna convive ormai da tempo, in particolare con la talassemia che vede oltre 1000 pazienti dipendere da costanti trasfusioni. A questi si aggiungono quelli affetti da anemia falciforme, anche se in percentuale minore. Due patologie ereditarie che trovano nell’impegno dei donatori e nel loro gesto etico e volontario l’unica terapia salvavita possibile. Nonostante nell’ultimo anno sull’isola siano aumentate le sacche raccolte di oltre il 25%, ridurre la dipendenza da altre Regioni italiane resta la priorità. Ecco perché è significativo che il progetto sia partito proprio da qui.

 

Attraverso le opere di tre street artists come Coquelicot MafilleStereal e Napal, l’iniziativa vuole raccontare la storia di tre pazienti che rappresentano, simbolicamente, tutte le persone che convivono con queste malattie.

 

A inaugurare la campagna martedì 2 dicembre sono stati Susanna Barella, Direttrice della SSD Talassemia dell’Ospedale Pediatrico Microcitemico Antonio Cao di Cagliari, (A.R.N.A.S. G.Brotzu) Paolo Truzzu, Sindaco di Cagliari e i rappresentanti delle associazioni coinvolte.

 

Tre i disegni che sorgono sul muro della scuola primaria “Via Flavio Gioia”, nell’omonima strada, a pochi passi da via Talete dove c’è l’unità di raccolta di Avis Comunale e Provinciale di Cagliari: «Il fatto che questa iniziativa sia partita, per così dire, da casa nostra ci rende molto soddisfatti – spiega il presidente di Avis Regionale Sardegna, Antonello Carta – In particolare mi preme sottolineare la straordinaria partecipazione riscossa dalle istituzioni locali che, nel momento in cui si sono viste presentare il progetto, hanno subito acconsentito a dare il proprio supporto. In più è importante che queste opere sorgano sul muro di una scuola perché l’informazione e la sensibilizzazione su questi temi devono iniziare proprio dalle nuove generazioni».

 

Un progetto che vuole anche essere un ringraziamento ai donatori per il loro impegno quotidiano: «Per rapporto tra pazienti talassemici e popolazione residente, i numeri della Sardegna sono i più alti del mondo – prosegue – e l’unione di tante realtà per realizzare BloodArtists è stata preziosa: affrontare un problema è più facile se lo si conosce meglio e in tal senso istituzioni, associazioni, pazienti e famiglie sono stati straordinari. Se artisti di questo livello realizzano opere così ricche di significato vuol dire che siamo sulla strada giusta».

 

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola: «Da sempre la promozione della donazione di sangue trova nell’arte una delle sue massime espressioni: è attraverso la potenza evocativa delle immagini che l’animo umano si emoziona e coglie il significato più profondo di valori nobili come la solidarietà e la generosità. Nel nostro Paese ogni giorno oltre 1.800 pazienti necessitano di trasfusioni di sangue e grazie all’apporto costante di oltre 1,6 milioni di donatori l’Italia si conferma un Paese autosufficiente nella raccolta di globuli rossi. Un discorso diverso va fatto per le donazioni di plasma che, seppure in crescita, non sono ancora riuscite a sopperire le necessità interne. Per questo è importante incentivare la donazione soprattutto tra i giovani, affinché possano farsi portavoce di quel messaggio di cittadinanza attiva che AVIS, da oltre novant’anni, diffonde in tutto il mondo».

 

In una dichiarazione congiunta, le associazioni di pazienti che collaborano a “Blood Artists” hanno sottolineato che «questo progetto con il linguaggio della street art accende un faro non convenzionale sui bisogni di chi soffre di talassemia e anemia falciforme, patologie rare che richiedono ancora molti studi scientifici e clinici per una cura risolutiva. Vogliamo accrescere l’attenzione, a partire da quella dei giovani, affinché i bisogni dei pazienti possano trovare soddisfazione, anche attraverso la solidarietà dei ragazzi subito dopo la maggior età, mediante un atto di donazione».

 

Migliorare la qualità della vita per tanti pazienti è stato possibile anche grazie all’impegno di medici e ricercatori: «Novartis è impegnata da oltre 50 anni nell’individuare soluzioni terapeutiche sempre più innovative – ha commentato Luigi Boano, General Manager dell’azienda – affinché i pazienti con talassemia e anemia falciforme possano vivere più a lungo e meglio. Sono stati compiuti numerosi e importanti passi avanti per queste patologie genetiche ereditarie, ma deve crescere la conoscenza e la consapevolezza verso i bisogni coloro che ne sono colpiti. È con questo obiettivo che lanciamo questa campagna per diffondere una più capillare informazione su queste malattie, coinvolgendo tutta la popolazione a partire dai giovani».