Una schiacciata per promuovere la donazione

Il progetto dell’Avis Volley Asti, lanciato dalla nostra sede Comunale, compie un anno di attività. Sport, stili di vita sani e l’entusiasmo dei giovani: ecco la chiave della solidarietà

La battuta arriva veloce, la ricezione è buona. L’alzatore vede il martello pronto, lo serve. Il salto è con i tempi giusti, il braccio carica il colpo e il palmo della mano avvolge la palla che attraversa le braccia del muro e si stampa a terra. L’arbitro fischia: è punto. Il punto più bello, quello della solidarietà. È passato un anno, il primo, da quando l’Avis Comunale di Asti, con i consiglieri Fabrio Celeste e Lorenzo Damasio Fiori, ha deciso di allestire una squadra di pallavolo da iscrivere al campionato ACLI di Asti e Torino. Un modo semplice ed efficace per avvicinare sempre più le nuove generazioni alla cultura del dono.

 

Tra ragazze e ragazzi, l’Avis Volley Asti, questo il nome della squadra, conta 13 elementi di cui una buona parte già donatori. Un bilancio positivo quello che ci si è messi alle spalle dallo scorso settembre, quando sono iniziate le sedute di allenamento. A giugno la chiusura ufficiale della stagione che solo per un pizzico di sfortuna non si è conclusa in maniera trionfare con le finali nazionali di Cesenatico: «Siamo molto orgogliosi di quanto è stato fatto, non solo sotto l’aspetto sportivo, ma sociale – commenta la presidente dell’Avis Comunale di Asti, Bruna Accornero – Aver riunito insieme un gruppo di giovani, essere riusciti a metterli nella condizione di gareggiare insieme per un obiettivo che andasse oltre il risultato del campo, per noi ha rappresentato un punto di partenza straordinario». Che ha portato frutti anche fuori dal campo. E possiamo dirlo, l’intenzione era anche quella.

 

«Lo spirito avisino è stato colto – ha proseguito – perché oltre ad essere stata un’esperienza di squadra e di strategia di team, è stato anche un modo per vivere l’associazione da vicino. Abbiamo spiegato ai ragazzi che cos’è Avis e di cosa si occupa e durante il percorso abbiamo registrato tante nuove adesioni: questo vuol dire che siamo riusciti a far capire quanto la cultura del dono sia importante». E la partita non finisce qui. Dopo l’estate, già dal mese di settembre i programmi di allenamento riprenderanno e, come annuncia la presidente, «in tanti sono già pronti per tornare in campo. Un paio hanno dovuto rinunciare perché i percorsi accademici che hanno scelto li porteranno lontani da Asti, ma gli altri ci sono. Al di là delle vittorie sul campo – ha concluso – lo spirito di abnegazione di questi ragazzi e l’impegno dimostrato nel portare avanti questa iniziativa nel nome di Avis, è stato per me un qualcosa di straordinario. Lo scorso autunno ancora convivevamo con le difficoltà del Covid, con tante limitazioni e una campagna vaccinale in pieno svolgimento. Eppure, dai giocatori agli allenatori, con calma e rispetto delle regole, tutti hanno creduto in questo progetto e sono riusciti, sempre con il sorriso, a regalare il messaggio più bello e potente possibile: quello della solidarietà».