Volontariato, quanto manca alla migrazione verso il RUNTS

Il ministero deve ancora emanare il decreto che conterrà la cosiddetta “data X” in cui iniziare il procedimento. Nel frattempo proviamo a capire a che punto siamo e come devono organizzarsi le associazioni per iscriversi al Registro unico nazionale del Terzo Settore

 

Il 2021 è l’anno che segna il completamento della tanto attesa riforma del Terzo Settore. Una riforma che diventerà effettiva nel momento in cui sarà attivo il RUNTS (il Registro unico nazionale). 

 

Cos’è il RUNTS

Disciplinato dal decreto ministeriale n°106 del 2020, il RUNTS è accessibile telematicamente ed è composto da 7 sezioni: organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, reti associative, società di muto soccorso e altri enti del Terzo Settore. Vi si possono iscrivere quelle Reti i cui atti costitutivi o gli statuti disciplinino l’ordinamento interno, la struttura di governo e la composizione e il funzionamento degli organi sociali nel rispetto della democraticità, pari opportunità ed uguaglianza di tutti gli associati e di elettività delle cariche sociali. Le Reti che vogliono registrarsi al RUNTS, inoltre, possono predisporre per i propri associati statuti specifici redatti sui modelli standard tipizzati e approvati dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, così da ottenere un dimezzamento dei tempi di iscrizione (30 giorni dalla presentazione della domanda). Inoltre gli iscritti possono beneficiare della quota del 5×1000 dell’imposta sul reddito. Tuttavia, proprio su questo punto, sorgono le prime incertezze, visto che ancora non è stata richiesta l’autorizzazione all’Unione Europea.

 

Cosa devono fare gli enti coinvolti dalla riforma

Per le organizzazioni di volontariato che sono all’interno dei rispettivi registri regionali, l’apertura del RUNTS non comporta alcun onereAVIS locali comprese. Nella fattispecie, quando nel Registro sarà attiva la sezione “Reti”, AVIS potrà presentare la domanda insieme al proprio statuto e, una volta acquisita la qualifica di Rete Associativa, la struttura statutaria dei propri iscritti dipenderà dal dialogo tra la stessa associazione e il ministero, che ratificherà gli statuti tipo.

 

Cosa dice il ministero del Lavoro

Ma quanto manca per iniziare questo percorso di migrazione? Come spiega il dottor Massimo Novarino, responsabile dell’Ufficio Studi del Forum del Terzo Settore, «la normativa sui criteri di accesso al RUNTS è quella contenuta nel decreto ministeriale n°106 del 15 settembre 2020, che disciplina le procedure di iscrizione e le modalità di deposito degli atti. La chiave di tutto sta nell’individuazione da parte del ministero del Lavoro della data da cui partire per iniziare a popolare il registro. Teoricamente l’inizio di questo procedimento dovrebbe coincidere con la fine del mese di aprile e l’inizio di maggio, ma finché non verrà fornita comunicazione in Gazzetta Ufficiale sarà difficile sbilanciarsi».

 

Le tempistiche previste

Proprio il Forum del Terzo Settore, per provare a chiarire meglio le idee alle realtà interessate, ha realizzato, in collaborazione con CSVnet, una simulazione di quelli che potrebbero essere i tempi previsti.

simulazione runtsIpotizzando il 30 aprile come “data X”, Regioni e Province autonome dovranno comunicare telematicamente al registro unico i dati delle Odv (Organizzazioni di volontariato) e delle Aps (Associazioni di promozione sociale) iscritte nei rispettivi registri fino al giorno prima della “data X”, quindi il 29 aprile. In base alla simulazione, questo percorso dovrebbe concludersi il 29 luglio, termine entro il quale dovranno essere trasferiti al RUNTS anche atti costitutivi e statuti di ogni ente coinvolto. Concluso il trasferimento dei dati e attivati gli uffici regionali e provinciali che possono così iniziare a esaminare le informazioni delle realtà traferite, scattano gli ulteriori 180 giorni durante i quali l’ufficio competente deve verificare che ogni ente rispetti i requisiti previsti per l’iscrizione al RUNTS. Se venissero rispettati questi tempi, i 180 giorni scadrebbero il 25 gennaio 2022. Ma c'è dell'altro.

Se la documentazione risultasse incompleta, l'ufficio competente prevede un'ulteriore proroga di 60 giorni per essere in regola con le procedure di iscrizione, periodo durante il quale l'intero procedimento viene sospeso. Uno scenario che, sempre stando alla simulazione in questione, potrebbe far slittare i tempi fino al 26 marzo 2022.

Ecco perché è importante che Odv e Aps coinvolte siano in regola con i requisiti richiesti, in particolare adeguando il proprio statuto alla nuova normativa del Terzo Settore: per farlo c'è tempo fino al 31 marzo 2021.