Il 2025 si conferma come il miglior anno di sempre per numero di trapianti di organo, tessuti e cellule. Tuttavia, le opposizioni rimangono alte e, dati alla mano, lo scorso anno hanno impedito di effettuare circa 2.400 trapianti. Sono alcuni degli elementi principali che emergono dal Report analitico 2025, il documento di oltre 300 pagine pubblicato dal Centro nazionale trapianti che approfondisce i dati preliminari diffusi lo scorso marzo.
Il testo restituisce il quadro definitivo e completo dell’attività della Rete trapiantologica italiana: donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule staminali emopoietiche, liste d’attesa, dichiarazioni di volontà, sicurezza e qualità dei processi e attività sperimentali. In termini di tessuti, le donazioni sono state 16.825 (+5,6%) e i trapianti 27.354 (+2,6%): tra gli incrementi più significativi figurano le donazioni di membrana amniotica (+28,2%) e di tessuto adiposo (+61,3%) e i trapianti di vasi (+17,4%). Per quanto riguarda le cellule staminali emopoietiche, gli iscritti attivi al Registro italiano dei donatori di midollo osseo hanno raggiunto quota 525.682, con 30.872 nuovi reclutamenti. Le donazioni effettive sono state 490 (+19,5%), mentre i trapianti realizzati grazie a un donatore volontario iscritto al Registro sono stati 1.161 (+6%).
Sul tema dei trapianti d’organo, gli interventi eseguiti sono stati 4.678, ben 36 in più rispetto ai 4.642 del 2024. Nel corso dell’anno sono stati segnalati nelle rianimazioni 3.290 potenziali donatori (+3,9%), di cui 1.760 hanno poi effettivamente donato (+1,7%). Con 29,8 donatori per milione di abitanti, l’Italia si conferma seconda tra i grandi Paesi europei per tasso di donazione, dietro alla Spagna (51,9) e davanti a Francia (27,6), Regno Unito (20,8) e Germania (11,2). A livello regionale i tassi più elevati sono stati registrati in Veneto (49,3 donatori per milione), Toscana (45,6) ed Emilia-Romagna (42,2).
Continua intanto a cambiare l’identikit di chi dona. L’età media dei donatori utilizzati è salita a 64,2 anni, contro i 58,8 del 2016. I donatori con più di 65 anni sono stati 967, quasi il doppio rispetto ai 488 di dieci anni prima, mentre il più anziano nel 2025 aveva 99 anni. L’evoluzione di questo dato testimonia la crescente capacità della Rete di valutare e utilizzare in sicurezza organi provenienti da donatori anziani o con caratteristiche cliniche complesse. A sostenere la crescita costante dell’attività è soprattutto la donazione a cuore fermo, ormai stabilmente entrata nella pratica clinica di molti ospedali italiani. Nel 2025 i donatori utilizzati sono stati 428, il 50,7% in più rispetto all’anno precedente e il 24,3% di tutti i donatori. Questa tipologia di donazione ha consentito 897 trapianti (+44,2%), pari a circa il 21% dell’attività da donatore deceduto. Dieci anni fa, nel 2015, i donatori a cuore fermo erano stati appena sei. Segno positivo anche per la donazione da vivente: i donatori sono stati 387 (+5,7%), dei quali 364 di rene e 23 di fegato. Nel corso dell’anno sono stati inoltre realizzati quattro trapianti nell’ambito delle catene cross-over ed è stata registrata la decima donazione samaritana avvenuta in Italia.
Il Report richiama l’attenzione anche sul nodo delle opposizioni. Nel 2025, infatti, i rifiuti alla donazione rilevati nelle terapie intensive sono stati il 29,2%, sostanzialmente stabili rispetto al 28,7% del 2024: secondo la stima del CNT, questi “no” hanno impedito la realizzazione di circa 2.400 trapianti. Nel confronto con gli altri grandi Paesi europei, il tasso italiano è superiore a quello della Spagna (22%), ma più basso rispetto a Francia (37,1%), Regno Unito (41%) e Germania (49%). Ancora più alta la quota delle opposizioni registrate dai cittadini al rinnovo della carta d’identità elettronica: su 3.766.794 dichiarazioni raccolte nei Comuni, i consensi sono stati 2.257.970 (59,9%) e i “no” 1.508.824 (40,1%). A esprimersi è stato il 58,9% di chi ha rinnovato il documento.
Elevato, infine, il numero delle persone che aspettano un organo. Alla fine del 2025 i pazienti in lista erano 8.401, il 3,1% in più rispetto agli 8.146 dell’anno precedente. I tempi medi per arrivare al trapianto sono stati di 20 mesi per il rene, 4 mesi per il fegato, 8,1 mesi per il cuore, 8,7 mesi per il polmone e 8,5 mesi per il pancreas.






