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Le donne di AVIS si raccontano

In occasione dell’8 marzo, in un video abbiamo raccolto i volti e le voci di donatrici, attiviste e dirigenti. Una serie di testimonianze in cui viene spiegato cosa significhi essere parte integrante di un’associazione attenta e sensibile alle necessità degli altri

 

Siamo più di ieri e meno di domani, quindi avanti tutta e buon 8 marzo! È uno dei passaggi di “AVIS è donna”, il video con cui abbiamo scelto di celebrare questa data e tutte quelle donne che, quotidianamente, sono l’anima della nostra associazione e della società in generale.

Volti e voci di donatrici, attiviste e dirigenti che hanno voluto raccontare cosa significhi essere parte integrante della famiglia avisina. “Respingere barriere, pregiudizi e retropensieri, per creare una grande comunità aperta in cui ciascuno è libero di agire per il bene di tutte e tutti”. “Essere donna in AVIS vuol dire avere la possibilità e l’opportunità di contribuire alla crescita dell’associazione e di tutta la comunità di cui siamo parte, così da costruire una società sempre più inclusiva”. Altruismo e solidarietà, donne libere di far emergere il proprio spirito solidale, questo il messaggio che lanciano le nostre volontarie.

«Le donne sono da sempre colonna portante non solo della nostra associazione, ma della società civile in generale – spiega il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola – Sono particolarmente felice e soddisfatto che molti ruoli apicali del mondo avisino siano ricoperti da volontarie, donatrici e dirigenti preparate e appassionate. Mi piacerebbe, però, che non fosse una “novità”. Una donna che ha un ruolo attivo nella crescita e nello sviluppo di una determinata realtà, che sia associativa o meno, dovrebbe essere la costante di una società aperta, libera e inclusiva. Troppe volte, invece, le donne devono superare anche gli ostacoli del pregiudizio e dei luoghi comuni. Se dal 1927 siamo ciò che siamo, il merito è proprio della forza “rosa” che ispira la passione e l’impegno di tutta AVIS, dalla struttura Nazionale alle realtà locali. Il video che abbiamo scelto di realizzare raccoglie solo in piccolissima parte i volti e le voci di chi è l’orgoglio della nostra associazione e a cui va il mio grazie più sentito».

 

 

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