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Natale 2023, gli auguri di AVIS Nazionale

Nel suo tradizionale videomessaggio, il presidente Gianpietro Briola ha ringraziato i donatori per i numeri che hanno contraddistinto la raccolta di quest’anno, soprattutto per quanto riguarda il plasma. Poi un richiamo al sostegno durante le emergenze umanitarie e un invito ad essere sempre più portatori di amore e rispetto sociale

 

Un messaggio di ringraziamento contraddistinto, concediamocelo, anche da un pizzico di comprensibile orgoglio per i numeri che, stando alle stime del Centro nazionale sangue, la raccolta plasma farà registrare in questo 2023. Questo ha voluto inviare a tutti i donatori il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, nel suo tradizionale video di auguri per le festività natalizie.

 

 

In merito al possibile superamento degli 860mila chili da conferire al frazionamento industriale, infatti, il presidente ha sottolineato che «si tratterebbe di un risultato storico che andrebbe oltre il record del 2021. Sarebbe la miglior risposta da parte dei donatori dopo le difficoltà del 2022, quando la raccolta registrò una flessione ancora peggiore di quella del 2020, l’anno della pandemia».

Dopo aver ricordato gli accordi che vedono AVIS collaborare attivamente con altre realtà del Terzo Settore, dalla UILDM alla Fondazione Telethon, passando per AIL e “Per far sorridere il cielo” (associazione, quest’ultima, impegnata nello sviluppo di progetti per i bambini che vivono in zone di guerra), Briola si è poi soffermato proprio sul tema dei conflitti e delle emergenze umanitarie che non possono lasciare nessuno indifferente: «I più piccoli stanno diventando sempre più le vittime sacrificali che pagano le manie dei grandi. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina – ha detto – abbiamo dovuto assistere inermi anche all’attacco terroristico dei miliziani di Hamas in Israele: un’area del mondo in cui si versa solo sangue e dove sembra impossibile far convivere in pace due popoli e due Stati con pari dignità e diritti».

Il richiamo alla cittadinanza attiva e a ribadire il senso più profondo della parola “donare” è arrivato da Briola anche ricordando l’impegno che AVIS ha messo in campo per le emergenze in Siria e Turchia dopo il terremoto e in Emilia Romagna, a seguito delle alluvioni dello scorso anno.

Infine, il presidente ha poi rivolto un pensiero ai giovani che dovranno essere affiancati e preparati «per raccogliere un’eredità difficile, sia come nuovi donatori che come dirigenti dell’AVIS di domani. Ma dovrei e vorrei dire, dell’AVIS di oggi. Educare ragazze e ragazzi all’amore, alla non violenza e al rispetto, è l’impegno che ciascuno di noi ha il dovere di prendersi. La vita – ha concluso – è un dono prezioso che non va sprecato e noi donatori lo sappiamo benissimo. Il regalo che vorrei è proprio questo: vorrei vedere giovani e meno giovani imparare ad amarsi, a proteggersi, a non violare la dignità di nessuno».

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