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Omosessuali e donazioni, addio alle restrizioni anche in Francia

Continuano ad aumentare i Paesi in cui viene garantita la parità di accesso. Un altro grande passo in avanti sotto il profilo sociale

Anche in Francia non ci saranno più distinzioni nei criteri di accesso alla donazione di sangue tra le persone omosessuali ed eterosessuali. Nel Paese transalpino, infatti, dal 16 marzo entrerà in vigore il decreto con cui decade il vincolo di astinenza di quattro mesi dai rapporti sessuali prima di effettuare la donazione. Un importante passo in avanti sotto il profilo sociale.

 

La selezione, insomma, sarà uguale per tutti, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, esattamente come avviene in Italia. Il nuovo questionario che dovrà essere compilato dai donatori francesi farà riferimento soltanto alle “pratiche rischiose”, come ad esempio i rapporti intrattenuti con più partner o l’uso di sostanze stupefacenti. Risale al 1983 il divieto per gli omossessuali di donare il sangue, un anno che coincideva con l’inizio dell’epidemia di AIDS. Le prime timide aperture verso un loro coinvolgimento si registrano nel 2016, a patto però che non avessero avuto rapporti sessuali addirittura nei 12 mesi prima della donazioneNel 2020 il periodo di astinenza diventò di 4 mesi, pur venendo applicato anche a quelle coppie con un rapporto stabile: una condizione che la comunità LGBT considerò discriminatoria, in quanto lo stesso periodo di sicurezza veniva richiesto anche agli eterosessuali, ma solo nel caso in cui a distanza di poco tempo avessero avuto relazioni con partner diversi. Una differenza di procedura che trovava una risposta nell’aumento del rischio di trasmissione di HIV tra uomini omosessuali.

 

In epoca recente i casi di trasmissione dell’HIV per via trasfusionale si sono drasticamente ridotti, per non dire azzerati (almeno in Italia): in base alle stime del governo francese, oggi la probabilità che questo avvenga è 40 volte più bassa.

 

Nel nostro Paese, dal 2001, il grado di sicurezza degli emocomponenti viene stabilito in base al comportamento di ciascun individuo, indipendentemente dall’orientamento sessuale: se qualcuno ha avuto comportamenti considerati pericolosi non potrà donare il sangue, sia esso eterosessuale o omosessuale. Dopo Israele e, recentemente, la Grecia (dove vigeva ancora il periodo di astensione di 12 mesi), anche la Francia compie un importante passo in avanti sotto il profilo dei diritti e della cultura sociale.

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