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Partita Iva per le associazioni di volontariato, le precisazioni di AVIS

Dopo il disegno di legge approvato dalla Camera dei Deputati, abbiamo provato a fare chiarezza sulle eventuali conseguenze per la nostra Associazione

Lo scorso 15 dicembre la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente il disegno di legge di conversione del decreto fiscale (dl n. 146/2021), che contiene alcune disposizioni di interesse per il Terzo settore e il non profit in generale e che potrebbero portare ulteriori adempimenti a carico delle stesse. In particolare, alcune operazioni sino ad oggi escluse dall’ambito Iva potrebbero essere assoggettate a tale regime.

Quali possibili conseguenze ci saranno per la nostra Associazione?

Abbiamo cercato di fare chiarezza con il dott. Giorgio Dulio, componente dell’Esecutivo di AVIS Nazionale con delega alla fiscalità e tributi, bilanci e costituzione della rete associativa.

«In primo luogo bisogna precisare che la normativa non ha ancora raggiunto una definitiva specificazione. Infatti dopo l’emendamento modificativo del Dl 146/2021 in senso peggiorativo dell’attuale normativa fiscale, è stato approvato in Commissione Bilancio del Senato un nuovo emendamento che stralcia la precedente modifica contenuta nel Dl 146/2021, ripristinando il sistema previgente.

A tutte le nostre strutture si consiglia quindi di attendere che la normativa applicabile alle organizzazioni di volontariato trovi la sua definitiva sistemazione legislativa. Si sottolinea peraltro che le nostre strutture che svolgono esclusivamente o prevalentemente l’attività istituzionale di Avis possono usufruire della normativa di cui all’art. 9 della Legge 21 ottobre 2005, n. 219 “Nuova disciplina delle attività trasfusionali e della produzione nazionale degli emoderivati” che prevede che “Non sono soggetti a imposizione tributaria le attività e gli atti che le associazioni di donatori volontari di sangue e le relative federazioni di cui all’articolo 7 svolgono in adempimento delle finalità della presente legge e per gli scopi associativi“.

Per le ulteriori e diverse attività che venissero effettuate da alcune nostre strutture sarà opportuno attendere quel definitivo assestamento della normativa, cui si accennava in premessa. AVIS Nazionale assicura sin d’ora la sua massima disponibilità per esaminare le concrete situazioni che ci venissero sottoposte e fornire i chiarimenti e suggerimenti più opportuni. Anche per questo si chiede alle Regionali, che ancora non avessero provveduto, di rispondere alla lettera inviata il 30 novembre scorso, fornendoci i dati richiesti».

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